Delirio Persecutorio

Definizione

Delirio regressivo (vedi Tipi di Delirio): il soggetto si sente bersaglio intenzionale di una diminuzione delle sue capacità da parte di altri. È in assoluto il delirio più frequente ed è spesso ben organizzato; è il paradigma del delirio strutturato (vedi Delirio).

Tipo di perseguitato allucinato (da Dagonet). Da E. Régis, «Précis de psychiatrie», fig. 46. Fonte: Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Può combinarsi con un’espansione dell’Io, ma la diminuzione prende il sopravvento. Es.: “ho il potere di curare tutte le malattie del mondo, e per questo vogliono uccidermi”.

La forma classica è quella complottistica: il vicino di casa, i colleghi, gli sconosciuti che guardano male il soggetto perché vogliono fargli del male.

Nei deliri persecutori c’è sempre qualcosa che fa da ancora all’ideazione patologica del soggetto.

Sfumature

1. Di influenzamento (esperienza di passività)

Convinzione che i propri pensieri, sentimenti e volontà possano essere, attraverso la telepatia:

  • modificati o sottratti (furto del pensiero);
  • imposti (inserzione del pensiero);
  • trasmessi (trasmissione del pensiero).

Esempio: il paziente crede che un’altra persona possa influenzarlo con la forza del pensiero.

2. Di nocumento

Convinzione che qualcuno voglia danneggiare il soggetto; il danno è soprattutto non fisico (economico, di status, ecc.). Esempio: il soggetto va in banca convinto che i dipendenti gli abbiano rubato i soldi dal conto, perché ritiene di averne avuti molti di più.

3. Di veneficio

Convinzione che qualcuno voglia avvelenare il soggetto. È particolarmente frequente nelle famiglie di pazienti con schizofrenia o con anosognosia (che non sanno di essere malati), dove i familiari cercano di somministrare i farmaci al parente non collaborante nascondendoli in bevande o cibi.

Era pratica abbastanza comune che il medico di medicina generale prescrivesse il Serenase, che non ha gusto né odore specifici e poteva quindi essere aggiunto a cibi e bevande senza che il paziente se ne accorgesse. Spesso però chi somministrava la terapia modificava il proprio comportamento (movimenti innaturali) e il paziente si accorgeva del “tranello”, sviluppando deliri di veneficio associati a comportamenti aggressivi. Questa inclusione farmacologica indebita potenzia il delirio.

4. Di rivendicazione (querulomane)

Rivendicazioni di qualsiasi tipo, come il diritto di proprietà su un oggetto, con comportamenti di rivalsa. Sono deliri strutturati, quindi deve essere presente un nesso con la realtà. Esempi: aver dipinto la Gioconda grazie a un portale nello spazio-tempo; rivendicare brevetti o scoperte farmacologiche.

5. Di riferimento

Molto frequenti, sono la massima espressione del delirio interpretativo: tutto è fortemente riferito a sé.

  • Esempio: se il paziente sente due colleghi parlare tra loro, è convinto che parlino di lui.
  • Esempio: il paziente vede scritte minatorie rivolte a lui, scritte da uomini invisibili che lo vorrebbero uccidere perché possiede un segreto che non può rivelare.

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