Disturbo Bipolare di Tipo 1 e Tipo 2

Il criterio della distinzione

La diagnosi differenziale tra i due tipi di Disturbo Bipolare è basata sulla natura dell’episodio di polarità elevata:

  • Tipo 1: episodi maniacali completi ed episodi depressivi maggiori. In genere gli episodi maniacali sono più numerosi di quelli depressivi maggiori.
  • Tipo 2: episodi depressivi maggiori, come nel tipo 1, ma la polarità elevata si esprime come episodi ipomaniacali, cioè sotto soglia.

Caratteristiche del tipo 2

Il tipo 2 colpisce maggiormente il genere femminile (vedi Medicina di Genere) e vi predomina la depressione, cioè gli episodi depressivi maggiori; gli episodi ipomaniacali sono episodi minori e non presentano mai sintomi psicotici, perché restano sotto la soglia clinica.

I sintomi psicotici possono quindi comparire solo nella mania e nella depressione maggiore (vedi Depressione Maggiore con Manifestazioni Psicotiche).

Come si leggono i due decorsi

  • Passaggio dall’eutimia a una depressione minore, poi una fase ipomaniacale e infine un episodio depressivo maggiore: questo quadro configura già un disturbo bipolare di tipo 2.
  • Una depressione maggiore che risale in depressione minore e poi vira in un episodio maniacale: questo configura un disturbo bipolare di tipo 1. Il decorso può poi proseguire con una depressione minore, un periodo libero da sintomi e una fase mista (vedi Ciclotimia e Stati Misti).

I sintomi della depressione maggiore già visti nella forma unipolare sono un po’ diversi nel disturbo bipolare.


(Integrazione da: sbobina 11)

Gravità e prognosi a confronto

  • Il tipo 1 è più grave e con una prognosi più severa. Prevalgono gli episodi maniacali, ricorrenti, su quelli depressivi maggiori (vedi Criteri DSM-5 dell’Episodio Maniacale).
  • Il tipo 2 ha una prevalenza della fase depressiva, con un’importante flessione dell’umore e frequenti episodi di depressione maggiore, e non presenta mai episodi maniacali (vedi Criteri DSM-5 dell’Episodio Ipomaniacale). Coinvolge maggiormente il sesso femminile e ha una più alta frequenza di recidiva degli episodi, di comorbidità e un tasso di suicidio più elevato, essendo più rappresentata la fase depressiva maggiore (vedi Suicidio nel Disturbo Bipolare).

In letteratura si dibatte molto se serva una diagnosi differenziale tra disturbo borderline di personalità e disturbo bipolare di tipo 2, perché molte caratteristiche si possono sovrapporre, soprattutto nelle pazienti femminili (vedi Discontrollo Pulsionale).

Andamento grafico dei due decorsi

Nel bipolare 1 si susseguono un periodo libero da sintomi, un episodio maniacale, un episodio depressivo maggiore, di nuovo un periodo libero da sintomi, un episodio di depressione maggiore, un altro periodo libero da sintomi, un nuovo episodio maniacale e così via. Il periodo libero da sintomi può durare anche anni, a seconda di quanto il paziente è aderente alle terapie.

Il bipolare 2 ha invece soprattutto campane verso il basso, perché prevalgono gli episodi di depressione maggiore: depressione maggiore, episodio ipomaniacale, periodo libero da sintomi, ipomania, periodo libero da sintomi, depressione maggiore, ipomania e così via. Qui la parte degli episodi depressivi maggiori è dominante, con il relativo rischio suicidario.

Non esiste un disturbo caratterizzato da fasi di mania e depressione minore: può esistere la persona con queste caratteristiche, ma non una categorizzazione diagnostica.

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