Delirio Depressivo

Definizione

Delirio regressivo (vedi Tipi di Delirio) che si ritrova nel contesto della depressione, ma non solo. Consiste nella convinzione che non esista alcun futuro e che l’unica soluzione alle sofferenze sia la morte.

Melancolia religiosa (da Morel). Da E. Régis, «Précis de psychiatrie», fig. 26. Fonte: Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Tipica è la triade di Beck: “sono stato misero nel passato, non valgo niente nel presente e non ho futuro”.

  • Ha sempre un contenuto interno.
  • All’esordio si trovano frequentemente associati eventi stressanti.
  • Può trasformarsi: un delirio di indegnità, per esempio, può evolvere in un delirio nichilistico.
  • Non sempre nella depressione sono presenti deliri.

Sono deliri a volte gravissimi, perché il paziente perde completamente la speranza nella realtà.

Contenuti

  1. Di colpa: convinzione di essere colpevole per qualsiasi motivo (un passato indegno, disgrazie presenti), spesso accompagnata da ideazione anticonservativa, suicidaria. Esempi: “è giusto che io muoia perché da piccolo ho buttato mio fratello nel fiume sperando che morisse; da quel momento ho sentito che si stava sviluppando qualcosa che mi avrebbe portato a morire”; “mio figlio ha perso il lavoro, è tutta colpa mia”; “è colpa mia se muoiono i bambini a Gaza”.
  2. Di autoaccusa: “sono stato io”. Esempio: “sono stato io a uccidere il gatto”.
  3. Di indegnità: può sfociare in un delirio nichilistico. Esempio: “sono una madre indegna perché mia figlia si fa di tutto, ed è colpa mia perché sono stata una cattiva madre”.
  4. Di rovina: sensazione di catastrofe esistenziale.
  5. Di miseria.
  6. Di povertà: rifiuto del pensiero di poter uscire dallo stato di povertà. Rovina, miseria e povertà sono strettamente embricate.
  7. Di negazione (nichilistico): il soggetto sente di non avere più identità né appartenenza, fino a negare la propria fisicità; spesso anche le sue fattezze corporee non rappresentano più nulla. L’espressione massima della negazione del sé è il suicidio. Esempio: “non valgo niente, non sono niente, non ho capacità”, che può portare ad autolesionismo e suicidio.

Gestione

  • Il paziente va ricoverato immediatamente, soprattutto se vive solo e non è sorvegliato, e va tenuto monitorato se a queste tematiche si associa una realtà che gli appare immodificabile.
  • Si cerca di capire come il paziente vede il futuro. Se si apre alla possibilità di una ripresa, di una speranza, c’è più fiducia che la terapia funzioni e che il paziente possa guarire.
  • Il rischio riguarda anche i familiari: senza terapia né sorveglianza, il paziente che non vede un futuro possibile e ritiene che la realtà possa solo creare dolore può, per proteggere i familiari, arrivare a ucciderli per poi suicidarsi.

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