Antipsicotici

Le classi di psicofarmaci

In psichiatria esistono 4 classi farmacologiche: antipsicotici, antidepressivi (Antidepressivi di Nuova Generazione, Antidepressivi Triciclici), Stabilizzatori dell’Umore e ansiolitici (Benzodiazepine).

Formula di struttura della clorpromazina (Thorazine), antipsicotico tipico fenotiazinico. Fonte: Wikimedia Commons (Vaccinationist, da PubChem; pubblico dominio).

Indicazioni

Gli antipsicotici si usano nella Schizofrenia e nel Disturbo Bipolare con manifestazioni psicotiche (vedi anche Trattamento del Disturbo Bipolare).

Per capirne il ruolo nella schizofrenia si distinguono due categorie di sintomi:

  • Sintomi positivi: un “surplus” rispetto al funzionamento normale (fenomeni di presenza). I più caratteristici sono deliri e allucinazioni.
  • Sintomi negativi: un “deficit” o perdita di funzioni preesistenti (fenomeni di assenza): apatia, disinteresse sociale, abulia (mancanza di “voglia di fare”).

Meccanismo d’azione comune

Gli antipsicotici sono tutti antagonisti del recettore dopaminergico D2. Effetti terapeutici e collaterali dipendono dalla via dopaminergica in cui avviene il blocco (vedi Vie Dopaminergiche).

Classi

  • Antipsicotici Tipici (I generazione): anti-D2, con affinità variabile per recettori muscarinici, istaminergici e α1-adrenergici.
  • Antipsicotici Atipici (II generazione): antagonisti 5HT2A e D2, con meno effetti extrapiramidali e iperprolattinemia. Tra questi la Clozapina ha un profilo a sé.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Domanda a lezione: perché non usare farmaci che agiscano direttamente sulla corteccia invece che su strutture sottocorticali? La regolazione resterebbe poco precisa, perché dovrebbe agire su tutto il sistema glutammatergico. Un farmaco sempre più usato in questo senso è la ketamina.

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