Esordio della Schizofrenia

Comportamento all’esordio

Si distinguono essenzialmente due tipologie:

  1. Soggetti con agitazione psicomotoria.
  2. Soggetti con perplessità, stupore, adinamia, distacco dall’ambiente: più difficili da riconoscere per un medico non psichiatra. La persona appare perplessa, distaccata, guarda come se non vedesse, con un’angoscia non legata a niente e totalmente pervasiva; se interrogata risponde “non lo so, ma io sono angosciatissimo”.

Tipi di esordio

  1. Esordio acuto.
  2. Esordio con decorso fasico oscillante (non trattato).
  3. Esordio con decorso cronico lentamente progressivo.

Esordio acuto

Va distinto dalla Fase Premorbosa della Schizofrenia:

  • la fase premorbosa è lo sfilacciamento, la disgregazione della personalità;
  • l’esordio acuto è la manifestazione palese, difficile da non riconoscere: acutissimo, con manifestazioni cataclismatiche e catastrofiche (il soggetto esprime il mondo interno in modo totalmente disorganizzato) e alterazioni gravi del rapporto di realtà.

Quando l’esordio è cataclismatico, estremamente positivo e con delirio concluso, il paziente viene portato in pronto soccorso.

Può essere caratterizzato da:

  • Disturbi percettivi: allucinazioni visive (vedi Allucinazioni).
  • Deliri (vedi Delirio):
    • deliri misti, sempre molto ricchi ma non così organizzati come nel post-esordio;
    • psicopatologia della coscienza: alterazione grave della coscienza e scarsa lucidità nel rapporto spazio-temporale (il paziente non sa dove si trova né in che periodo dell’anno è). Si parla di deliri a coscienza alterata: negli esordi di malattia non si hanno mai deliri senza alterazioni della coscienza.
  • Fase di confusione:
    • agitazione psicomotoria: comportamento disorganizzato, afinalistico, anche violento, senza che il paziente sappia spiegarne il motivo;
    • adinamia.
  • Alterazione dell’ideazione con idee interpretative.

L’unica forma di delirio confuso che si trova al di fuori del delirio delle patologie organiche è il delirio dell’esordio schizofrenico.


(Integrazione da: sbobina 06)

Il delirio tipico dell’esordio ha un prima angosciante e senza nome, in cui il paziente non riesce a darsi spiegazioni, e un dopo netto e minaccioso, in cui trova il suo perché (vedi Eziopatogenesi della Schizofrenia). In genere l’esordio è di tipo produttivo, con deliri per lo più catastrofici.

Esordio insidioso (decorso fasico oscillante e cronico lentamente progressivo)

Gli ultimi due tipi di esordio sono cronici e hanno inizio totalmente insidioso, non cataclismatico. Più l’esordio è subdolo, più la prognosi è sfavorevole, perché la diagnosi ha una latenza ampia. Se la fase premorbosa non viene riconosciuta, l’atmosfera delirante, la percezione che si sfilaccia e i Disturbi della Coscienza dell’Io diventano piano piano una sintomatologia negativa, che può associarsi o meno a una sintomatologia produttiva.

Sintomatologia all’esordio e prognosi

  • Sintomatologia produttiva all’esordio → decorso e prognosi migliori: si interviene subito e i sintomi non vengono confusi dai familiari con tratti caratteriali.
  • Sintomatologia negativa non diagnosticata a lungo → più frequente cronicizzazione: spesso i genitori interpretano i sintomi negativi come tratti di personalità.

Il paziente è anosognosico (non è cosciente della malattia): il rapporto con i familiari è fondamentale, soprattutto negli esordi subdoli, in cui sono loro a doversi accorgere precocemente dei sintomi (vedi Famiglie ad Alta Emotività Espressa).


(Integrazione da: sbobina 06)

L’esordio raramente viene visto: i familiari non si allertano subito e scambiano i sintomi negativi per tratti di carattere o di personalità, e a volte nemmeno i medici di medicina generale riconoscono i sintomi. Quando il paziente arriva in PS o in ambulatorio, l’esordio è avvenuto spesso molti anni prima. C’è già una storia di malattia, quindi è minore la possibilità di inibire o limitare lo sviluppo della patologia.

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