Prevalenza e Incidenza
Le due Misure di Frequenza più usate per quantificare gli eventi in una popolazione.
Prevalenza
- Proporzione tra il numero complessivo dei casi e la popolazione che li ha generati, in un preciso istante (prevalenza puntuale).
- La popolazione viene “fotografata” in un momento specifico.
- Non distingue i nuovi casi da quelli preesistenti: dà una visione complessiva del fenomeno morboso.
Incidenza
- Quantifica il numero di nuovi eventi in un periodo di tempo determinato.
- La popolazione di riferimento non è l’intera popolazione ma quella dei suscettibili (a rischio di sviluppare la malattia).
- Serve un intervallo temporale definito per identificare un nuovo caso: un soggetto non malato all’inizio dell’osservazione che sviluppa la malattia nel periodo considerato.
- È quindi una misura periodale, mai puntuale.
Tasso d’attacco
Tipo particolare di incidenza, usato soprattutto per le malattie infettive a insorgenza rapida. Valuta la frequenza dei casi in relazione alle diverse esposizioni che possono aver causato l’evento.
Esempio: in un’epidemia di origine alimentare legata a un pasto al ristorante, si calcola il tasso d’attacco per ciascun alimento (antipasto, primo, secondo, ecc.). Così si individua il fattore di rischio e si adottano misure preventive adeguate.
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Relazione tra prevalenza e incidenza
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Sono indicatori strettamente collegati, soprattutto nelle malattie che hanno una certa durata. Si usa il modello del “serbatoio”: la popolazione che contiene i casi esistenti e che definisce la prevalenza.
- La prevalenza aumenta quando entrano nuovi casi (cresce l’incidenza).
- La prevalenza diminuisce quando i casi escono dal serbatoio per guarigione o morte.
Prevalenza e incidenza sono direttamente proporzionali e dipendono dalla durata della permanenza dei casi nel serbatoio. Nelle malattie con durata stimabile in anni, a parità di incidenza, più la malattia dura, maggiore è la prevalenza.
Interventi dall’esterno
- Prevenzione: riduce l’incidenza e quindi anche la prevalenza (vedi Prevenzione).
- Terapia: può accelerare la guarigione (riduce la prevalenza) oppure aumentare la sopravvivenza (stabilizza o aumenta la prevalenza).
Un aumento della prevalenza non è sempre negativo: se i pazienti vivono più a lungo grazie a cure efficaci, la prevalenza cresce anche se la malattia non si diffonde di più.
Aumento apparente dell’incidenza
L’incidenza può aumentare per l’introduzione di nuovi metodi diagnostici o un maggiore ricorso allo Screening: l’aumento dei casi rilevati non riflette un vero incremento del rischio, ma una maggiore capacità di individuare la malattia.
Esempio: di fronte a un aumento dei casi di AIDS, bisogna capire se dipende da una reale crescita dell’incidenza o dal fatto che le terapie fanno sopravvivere più a lungo i pazienti, mantenendo la malattia presente nella popolazione.
Fattori che modificano la prevalenza
Aumenta con:
- maggiore durata della malattia;
- prolungamento della vita dei malati grazie alla terapia, senza possibilità di guarigione;
- aumento dei nuovi casi (incidenza);
- immigrazione di persone malate;
- emigrazione di individui sani;
- arrivo di soggetti suscettibili;
- miglioramento delle capacità diagnostiche.
Diminuisce con:
- riduzione della durata della malattia (uscita rapida dal serbatoio);
- elevata letalità della malattia;
- diminuzione dei nuovi casi;
- immigrazione di persone sane o emigrazione di casi;
- miglioramento del tasso di guarigione.
🔗 Collegamenti
- Misure di Frequenza — 📋 misure di frequenza principali
- Studio di Coorte — ⬇️ l’incidenza negli esposti è il rischio assoluto
- Prevenzione — 💊 riduce incidenza e prevalenza
- Screening — ⬆️ aumento apparente dell’incidenza
- Indicatori Demografici e Sanitari — 🔗 letalità come fattore che riduce la prevalenza