Salute Globale (Global Health)

Definizione

Il concetto di salute “globale”, cioè senza confini, nasce con la caduta del muro di Berlino (vedi Storia della Salute Globale). Una definizione condivisa arriva nel 2009 su Lancet, in un articolo di Koplan e altri pionieri statunitensi della salute globale:

La Global Health è un’area (una “cross-disciplina”) per lo studio, la ricerca e la pratica che ha come priorità il miglioramento della salute e l’obiettivo di raggiungere l’equità nell’accesso alla salute per tutti nel mondo.

Equità e accesso sono punti fondamentali: non ha senso possedere le tecnologie più avanzate senza darne accesso a tutti o senza poterle distribuire in tutte le aree del mondo. L’accesso equo riguarda i mezzi di prevenzione, diagnosi, cura e terapia.

La definizione prosegue: si focalizza su temi, determinanti e soluzioni transnazionali; coinvolge varie discipline delle scienze della salute e di altre scienze; promuove la collaborazione interdisciplinare.

Multidisciplinarietà e cross-settorialità

Spesso le soluzioni ai grandi problemi di salute provengono da settori che non hanno nulla a che vedere con la sanità in senso stretto: gli interventi sono multidisciplinari e cross-settoriali (medicina e scienze biomediche, ma anche economia, diplomazia, scienze sociali). Esempio: al master di salute globale del docente i medici sono circa 1/3, gli altri sono economisti, dottori in scienze della comunicazione, veterinari, farmacisti.

La GH è interdisciplinare e cross-settoriale perché include prevenzione, trattamento e cura, studiando i determinanti di ogni settore.

Salute globale, salute pubblica e salute individuale

La salute globale è una sintesi tra:

  • la prevenzione a livello di popolazione (in Italia detta impropriamente “igiene”; meglio “salute pubblica” o “salute delle popolazioni”, vedi Sanità Pubblica);
  • l’approccio clinico individuale (quello dello specialista: cardiologo, otorinolaringoiatra, ecc.).

Si parla quindi di “salute globale delle popolazioni”, diversa dalla salute individuale (fornita dal clinico) e dalla salute pubblica, che ha uno scopo domestico: in Italia la salute pubblica riguarda il SSN, in un altro Paese i suoi specifici determinanti sociali, economici e di salute.

Rientrano nella GH anche le interconnessioni tra le popolazioni del pianeta e il benessere degli ecosistemi, cioè dell’ambiente (vedi Planetary Health, One Health).

Caratteristiche (sintesi)

  • Attenzione ai determinanti e alle soluzioni transnazionali.
  • Coinvolgimento di diverse discipline e promozione della collaborazione interdisciplinare.
  • Equilibrio tra prevenzione su larga scala e assistenza individuale.
  • Rispetto dei diritti umani, della solidarietà, dell’equità e della giustizia sociale.

Key questions (Koplan, Lancet 2009)

  • Che cosa si intende per “globale”? Globale è lo scopo del problema, non solo la sua localizzazione geografica: non basta che un problema si estenda a tutto il mondo, è un approccio che vede la salute come qualcosa che interessa tutti.
  • La GH si occupa anche di malattie croniche, salute mentale e ambiente? Sì, affronta tutti i rischi per la salute. Fino a mezzo secolo fa la cooperazione internazionale era centrata soprattutto sull’ambito materno-infantile e sulle malattie infettive; oggi qualsiasi minaccia alla salute viene affrontata con questo approccio.
  • Come si connette alla globalizzazione? L’interconnessione globale è una forza fondamentale nel formare la salute della popolazione (globalizzazione e villaggio globale: vedi Storia della Salute Globale).
  • Ha come obiettivo sociale ed economico l’equità? Non solo: serve un flusso bidirezionale tra Paesi ad alto reddito e Paesi a medio-basso reddito.

La “globalità”

La globalità non è solo geografica, ma riguarda:

  • i determinanti, come clima e migrazioni, fenomeni transnazionali;
  • l’azione sulle disuguaglianze nell’accesso, sia a livello globale sia nelle nostre comunità. Esempio globale: con i vaccini anti-Covid il Nord del mondo ha “sequestrato” i vaccini raggiungendo coperture dell’80–90%, lasciando l’Africa al 10%. Esempi locali di popolazioni marginalizzate: inuit in Canada, nativi in Nord America, in Italia migranti e rifugiati (soprattutto irregolari);
  • le discipline e i settori (cross-disciplinarietà e multisettorialità).

Per il confronto tra le priorità di salute dei Paesi ad alto e basso reddito vedi Transizione Epidemiologica e Paesi per Livello di Reddito (Banca Mondiale).

Problemi che nessun Paese risolve da solo

Si insiste sulla conoscenza di ciò che succede nel mondo e delle istituzioni che possono intervenire sulle dinamiche globali (vedi OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Global Governance in Health) perché queste dinamiche non possono essere risolte da un solo Paese.

Esempio: l’epidemia di Ebola precedente al Covid è stata circoscritta a due o tre Paesi dell’Africa occidentale grazie a un intervento rapido e massivo, con una spesa enorme. La malattia è ancora presente (es. Repubblica del Congo), ma la sua espansione è stata contenuta.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Il modulo prevede journal club preparati dagli studenti su 4 argomenti (3 paper per argomento, caricati su Myaariel): all’esame ci saranno domande sugli argomenti dei journal club.

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