Linfoma di Burkitt

La neoplasia proliferante per eccellenza, alla pari del carcinoma polmonare a piccole cellule, con tempo di raddoppiamento estremamente breve (anche giorni). È il prototipo del linfoma estremamente aggressivo ma potenzialmente guaribile, perché l’altissima proliferazione lo rende sensibile alle terapie (vedi Inquadramento Clinico dei Disordini Linfoproliferativi).

Cellule linfoidi atipiche di taglia intermedia disposte a lamine con numerosi macrofagi a corpi tingibili, che creano il quadro a «cielo stellato» (EE, ×200). Fonte: Wikimedia Commons (Datta S, Gogia A and Mallick S, CC BY 4.0).

Varianti cliniche

  • Endemico: età mediana 3-7 anni (pediatrico), più frequente nelle popolazioni africane.
  • Sporadico: età mediana 30 anni (giovane adulto), la forma osservata in Europa e USA.
  • Associato a immunodeficienza: in corso di HIV o immunodeficienza iatrogena.

Sedi

Più spesso extranodali:

  • endemico: mandibola, anello di Waldeyer e orofaringe (anche sito dell’infezione primaria da EBV);
  • sporadico: tratto GI (masse ileo-cecali), linfonodi, ovaio e mammelle (l’interessamento diffuso delle ghiandole mammarie è caratteristico).

Patogenesi: EBV

È il prototipo di malattia associata ad agente infettivo (la prima in cui l’associazione fu rilevata) (vedi Agenti Infettivi e Linfomi (Oncogenesi Diretta e Indiretta)).

  • EBV si isola nella maggioranza delle cellule neoplastiche del Burkitt endemico e nel 30% di quello sporadico.
  • Con la ricerca del genoma virale in PCR sono state trovate sequenze di EBV anche nella maggioranza delle forme sporadiche. Si ipotizza che il genoma completo e attivo sia presente solo nelle forme endemiche; nelle sporadiche il virus sarebbe “passato”, determinando un assetto clonale che rende la cellula indipendente da esso: il virus non viene più trascritto e non è documentabile con le metodiche di routine (fenomeno hit and run).
  • L’associazione con EBV è stata scoperta prima dell’iperespressione di MYC. Il ciclo di EBV nella cellula potrebbe favorire l’iperespressione di MYC per interferenza diretta con i geni cellulari o tramite l’ipermutazione somatica. Il riscontro di sequenze virali anche nelle forme sporadiche fa supporre che EBV sia sempre il responsabile dell’acquisizione dell’alterazione di MYC, che è il vero elemento oncogenico che sostiene la proliferazione.
  • La persistenza del virus nelle forme endemiche può dipendere dal fatto che colpiscono individui con disregolazione immunitaria o altre infezioni associate, come la malaria, che favoriscono la replicazione attiva di EBV, invece controllata negli immunocompetenti (forme sporadiche).

Morfologia

Aspetto a cielo stellato (starry sky): le cellule neoplastiche proliferano al 100% e vanno incontro ad apoptosi e necrosi; gli istiociti che fagocitano i detriti appaiono come spazi chiari tra le cellule (vedi Diagnosi dei Linfomi (Morfologia, Immunofenotipo, Genetica)).

Immunofenotipo

Caratteristico del centro germinativo:

  • CD20+, CD79a+, PAX5+;
  • CD10+, BCL6+, BCL2−;
  • Ki-67 > 95%.

È inoltre l’unico linfoma B maturo, oltre al mantellare, che esprime SOX11.

Genetica

La maggioranza dei casi è MYC+, con traslocazione della banda 8q24 (gene MYC) con:

  • la regione delle catene pesanti Ig su 14q32 → t(8;14);
  • meno frequentemente la catena leggera κ (22q11) → t(8;22) oppure λ (2p12) → t(2;8).

Nel linfoma di Burkitt è costante una disregolazione in senso iper-regolatorio di MYC.

La diagnosi differenziale con i linfomi double hit si basa sull’assenza di riarrangiamenti di BCL2/BCL6 (vedi Linfomi B ad Alto Grado Double Hit e Triple Hit).

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