Patogenesi dei Tumori Ovarici (Tipo I e Tipo II)

La concezione tradizionale

Tradizionalmente tutti i carcinomi ovarici erano considerati un’unica malattia, semplificazione giustificata dal fatto che la stragrande maggioranza corrisponde al carcinoma sieroso di alto grado. Secondo questa concezione il tumore nascerebbe ben differenziato, progredirebbe a scarsamente differenziato attraverso un grado intermedio, si propagherebbe dall’ovaio alla pelvi e alla cavità addominale e infine diventerebbe metastatico.

Questa visione è stata drasticamente cambiata circa 20 anni fa con l’introduzione di un modello di carcinogenesi duplice: carcinomi di tipo I e di tipo II. Il termine carcinoma limita il discorso ai soli tumori maligni — non ai benigni né ai borderline.

I due tipi

  • Carcinomi di tipo I: a lenta crescita, più indolenti, progrediscono da lesioni pre-esistenti; alterazioni di KRAS, BRAF, PTEN, β-catenina; sono geneticamente stabili, con instabilità dei microsatelliti.
  • Carcinomi di tipo II: rapidamente crescenti e aggressivi, si sviluppano per carcinogenesi de novo, apparentemente da cellule normali; caratterizzati da mutazioni di p53 e da alti livelli di instabilità genetica, con alterazioni di geni implicati nella stabilità del genoma.

Tipo ITipo II
Carcinoma sieroso di basso gradoCarcinoma sieroso di alto grado (forma più frequente)
Carcinoma mucinosoCarcinosarcoma (tumore misto mulleriano maligno, identico a quello endometriale)
Carcinoma sieromucinosoCarcinoma indifferenziato
Carcinoma endometrioideCarcinoma a cellule transizionali
Carcinoma a cellule chiareCarcinoma a piccole cellule ipercalcemico
Tumore di Brenner maligno (componente borderline + carcinoma transizionale di alto grado)

⚠️ Nel tipo II rientra il carcinoma a piccole cellule ipercalcemico, tipico delle giovani donne, caratterizzato da ipercalcemie marcate e da una morfologia a lungo confusa con quella di un carcinoma a piccole cellule. Si sviluppa per inattivazione di SMARCA4 e SMARCA2, due rimodellatori della cromatina: ne risulta una neoplasia estremamente aggressiva (Tumori SMARCA4-deficient).

Evoluzione delle forme di basso grado

Nelle forme di basso grado si documenta un’evoluzione a tappe: tumore proliferante atipico sieroso → carcinoma in situ (carcinoma sieroso micropapillare) → comparsa di microinvasione → invasione più evidente. Il termine low grade va assolutamente mantenuto. Questa evoluzione è ben documentabile nella differenziazione sierosa tubarica e meno bene nelle altre forme.

➔ La distinzione tra basso e alto grado, e tra tipo I e tipo II, è fondamentale clinicamente, perché i due gruppi sottendono meccanismi di istogenesi completamente differenti: le forme di basso grado originano da precursori, quelle di alto grado dipendono da una carcinogenesi de novo.

Alterazioni molecolari

I tumori di tipo I derivano da alterazioni di ERBB2, KRAS, BRAF, MEK. Dall’endometriosi possono avere origine sia tumori a cellule chiare sia endometrioidi, ma con meccanismi genetici differenti. In un carcinoma sieroso è possibile riconoscere una componente residua di tumore borderline sieroso.

➔ Se il fattore molecolare appartiene alla pathway low grade si sviluppa un tumore sieroso di basso grado; se viene inattivata p53 si sviluppa un tumore sieroso di alto grado.

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