Stadiazione TNM del Carcinoma della Mammella

La stadiazione TNM esprime il grado di estensione della malattia ed è, insieme al grading, l’altro dato essenziale del referto di patologia mammaria.

Fattore T

Il fattore T descrive il tumore primario. Nella definizione dell’estensione locale il criterio discriminatorio è il diametro tumorale: essendo la mammella un organo sottocutaneo, il tumore invasivo cresce aumentando di diametro, può venire a contatto con le strutture vicine (parete toracica, cute), può dare più noduli nella stessa mammella o presentarsi come carcinoma infiammatorio.

Qualsiasi carcinoma, in situ o invasivo, è descritto dal fattore T, e in particolare dal pT, cioè il T definito dal patologo con indagini macro- e microscopiche. La suddivisione per diametro è stata costruita sulle curve di sopravvivenza:

  • carcinomi fino a 1 mm → T1mi, carcinomi microinvasivi, a prognosi eccellente;
  • a partire da 0,5 cm → T1a, e a salire secondo la tabella;
  • tumore >5 cm → T3, purché non infiltri strutture adiacenti;
  • coinvolgimento della parete toracica → pT4a;
  • ulcerazione e distruzione cutanea e/o edema e/o noduli satelliti ipsilaterali → pT4b;
  • pT4a + pT4b → pT4c;
  • carcinoma infiammatorio → pT4d.

⚠️ Per definire lo stadio pT4b non basta la semplice infiltrazione di derma ed epidermide: serve un’azione distruttiva. È una precisazione importante per non attribuire, come accadeva in passato, stadi troppo avanzati a tumori che si limitano a infiltrare. È significativa anche la presenza del tipico edema a buccia d’arancia, legato alla compromissione del drenaggio linfatico: si riscontra all’esame obiettivo — l’aspetto deriva dalla retrazione della cute — e fornisce un’informazione stadiativa di rilievo semeiologico.

Probabilità di metastasi in funzione di T

All’aumentare del valore di T aumenta progressivamente la probabilità di metastasi linfonodali.

Il carcinoma in situ risulta storicamente associato a una frequenza bassa ma non nulla di metastasi linfonodali; il dato deriva però da valutazioni errate del passato, in cui il tumore non era stato campionato adeguatamente e non erano stati identificati focolai di carcinoma invasivo. In tutte le casistiche moderne le metastasi del pTis sono lo 0%: alla paziente va riferito che il carcinoma in situ non dà metastasi, e se se ne rilevano significa che qualcosa è sfuggito — un errore di campionamento o un focolaio invasivo non individuato nella resezione chirurgica.

Fattore N

Descrive i linfonodi del cavo ascellare. Si usano le categorie di micrometastasi e di cellule tumorali isolate:

  • assenza di metastasi oppure presenza di sole cellule tumorali isolate → pN0, con i suffissi:
    • (sn) se il linfonodo coinvolto è il linfonodo sentinella;
    • i-/i+ se le cellule tumorali isolate sono identificate con l’immunoistochimica;
    • mol-/mol+ se sono identificate con tecniche molecolari;
  • aggregato maggiore, cioè micrometastasi → pN1mi;
  • per gli stadi successivi si usano la localizzazione anatomica e il numero di linfonodi coinvolti.

Fattore M

Solo M0 e M1: metastasi a distanza assenti o presenti.

Raggruppamento in stadi

Le combinazioni di T, N e M definiscono quadri di malattia con prognosi simile: per esempio lo stadio 2 raggruppa pazienti con T1 o T2 e N0 o N1.

⚠️ Indicazioni del docente

Il TNM non va imparato a memoria, ma capito nella sua logica.

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