Tumori della Tiroide (Generalità e Classificazione)

Epidemiologia
Nell’insieme sono neoplasie rare (0,5% di tutti i tumori, incidenza < 6 casi/100.000 abitanti) e nella maggior parte dei casi benigne (adenomi); più raramente maligne (carcinomi). Colpiscono soprattutto tra i 30 e i 60 anni. In generale sono in aumento (specie il carcinoma papillare) nei Paesi sviluppati, mentre le forme più aggressive (anaplastico) stanno calando. Netta prevalenza femminile (eccetto età prepubere/post-menopausale e il carcinoma midollare, a distribuzione ~uguale). Le neoplasie più rappresentate sono quelle di origine epiteliale.
Condizioni di rischio per i carcinomi
- Età e sesso femminile;
- Familiarità (sindrome di Gardner, poliposi familiare APC, sindromi MEN1 o MEN2);
- Obesità (BMI);
- Fattori etnici/geografici;
- Quantità di iodio: i tumori a differenziazione follicolare si associano a bassa disponibilità di iodio, i carcinomi papillari a eccesso di iodio;
- Radiazioni: favoriscono tutti i tumori (tranne il midollare), fanno scomparire il fattore sesso e aumentano molto i carcinomi papillari. Le radiazioni esterne sono ormai molto limitate; più rilevanti le radiazioni interne (terapia radiometabolica, diagnostica), anche se il trattamento dei gozzi tossici non aumenta significativamente l’incidenza.
Classificazione per linea differenziativa
- Linea differenziativa follicolare (verso le cellule follicolari, produttrici di colloide):
- Adenomi (benigni);
- Carcinomi (maligni): follicolari e papillari; in base all’aggressività si distinguono in ben differenziati, scarsamente differenziati, indifferenziati (scarsamente differenziato ≠ indifferenziato).
- Tutte queste lesioni producono tireoglobulina, marcatore assolutamente specifico perché espresso solo dalle cellule follicolari (nessun’altra cellula la produce, a meno che non diventi essa stessa follicolare).
- Linea differenziativa neuroendocrina (dalle cellule parafollicolari C): i carcinomi midollari, esclusivamente maligni, non producono tireoglobulina ma marcatori neuroendocrini.
I tumori a differenziazione follicolare sono per ~80% benigni e ~20% maligni; quelli parafollicolari sono solo maligni. Esistono rare forme miste (tutte carcinomi) in cui differenziazione follicolare e midollare si mescolano.

Follicolare vs papillare: criterio di classificazione
- I tumori follicolari sono disposti a formare follicoli;
- I tumori papillari rivestono assi fibrovascolari formando papille (una papilla è un asse fibrovascolare rivestito da cellule neoplastiche, con funzione di supporto nutritivo).
Tuttavia alcuni carcinomi papillari formano follicoli: la caratteristica unificante dei papillari non è la modalità di aggregazione ma le modificazioni nucleari. ➔ Sulla base della morfologia del nucleo una neoplasia è classificata come papillare indipendentemente da come le cellule si aggregano.

Prognosi e differenziazione
Il papillare è il più frequente tra i maligni, seguito da follicolare e midollare, poi scarsamente differenziati, indifferenziati e misti. Quando un carcinoma diventa scarsamente differenziato o anaplastico non interessa più la configurazione follicolare/papillare, perché il comportamento diventa uniformemente aggressivo: ciò che conta ai fini prognostici è il livello di differenziazione.

🔗 Collegamenti
- Adenoma Follicolare — 📋 tumore benigno follicolare, il più frequente
- Carcinoma Follicolare — 📋 carcinoma a differenziazione follicolare
- Carcinoma Papillare della Tiroide — 📋 carcinoma più frequente
- Carcinoma Midollare della Tiroide — 📋 linea differenziativa neuroendocrina
- Carcinoma Tiroideo Scarsamente Differenziato — ➡️ perdita di differenziazione
- Carcinoma Anaplastico (Indifferenziato) della Tiroide — ➡️ massima aggressività