Bevacizumab
Scheda-farmaco — il MAB anti-VEGF che la nota madre cita, con il nome commerciale Avastin,
come termine di paragone dell’aflibercept. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: anticorpo monoclonale umanizzato IgG1 anti-VEGF-A · ATC: L01FG01 · Nome commerciale: Avastin (numerosi biosimilari)
Perché questa molecola
È il primo farmaco antiangiogenico arrivato in clinica (2004), e con lui il bersaglio della terapia oncologica esce dalla cellula tumorale: qui non si colpisce il tumore, si colpisce il vaso che lo nutre. È un cambio di paradigma che il corso richiama ogni volta che parla di VEGF.
Il secondo motivo è il confronto che la nota madre imposta: il bevacizumab lega solo il VEGF-A. Non riconosce il placental growth factor, che agisce su VEGFR-1 ed è un protagonista del danno retinico. È esattamente il buco che il decoy aflibercept è stato costruito per chiudere — vedi Recettori Decoy (Etanercept, Aflibercept).
Il terzo è regolatorio, e vale la pena conoscerlo: usato off-label per via intravitreale costa una frazione del ranibizumab, sviluppato per la stessa indicazione dalla stessa azienda. Lo studio indipendente CATT ne ha dimostrato la non-inferiorità nella degenerazione maculare, aprendo un contenzioso antitrust che in Italia ha portato a una sanzione dell’Autorità Garante.
Struttura
VEGF in complesso con il Fab dell’anticorpo neutralizzante da cui deriva il bevacizumab — PDB 1BJ1, “Vascular endothelial growth factor in complex with a neutralizing antibody”. Si vede il principio del MAB di classe 3: il bersaglio non è una cellula, è una molecola solubile, che l’anticorpo aggancia e mette fuori uso prima che raggiunga il suo recettore.
IgG1 umanizzata di ~149 kDa, prodotta in cellule CHO. Il ranibizumab ne è il parente stretto: lo stesso paratopo ridotto al solo frammento Fab (~48 kDa) e ulteriormente affinato, per attraversare la retina — il prezzo è un’emivita oculare più breve e la perdita dell’Fc.
Farmacodinamica
Catena d’azione: bevacizumab → sequestra il VEGF-A circolante e tissutale → VEGFR-1 e VEGFR-2 sull’endotelio restano inattivi → regressione dei neovasi immaturi, normalizzazione di quelli residui e caduta della pressione interstiziale nel tumore (che facilita l’arrivo della chemioterapia) → inibizione della crescita del tumore per strangolamento del suo apporto.
flowchart TD A["BEVACIZUMAB (IgG1 umanizzato)"] --> B["lega il VEGF-A libero"] B --> C["VEGFR-1 e VEGFR-2 endoteliali non attivati"] C --> D["regressione dei neovasi immaturi"] C --> E["normalizzazione vascolare<br/>↓ pressione interstiziale"] E --> F["migliore penetrazione della chemioterapia"] D --> G["↓ crescita e progressione del tumore"] F --> G C --> H["⚠️ il VEGF serve anche all'endotelio SANO"] H --> I["⚠️ ipertensione · proteinuria"] H --> J["⚠️ emorragie · trombosi arteriose"] H --> K["⚠️ perforazione GI · ritardata guarigione delle ferite"] L["placental growth factor (PlGF)"] -.->|NON legato dal bevacizumab:<br/>continua ad attivare VEGFR-1| C
Farmacocinetica
- Endovenosa (in oncologia); off-label intravitreale in oftalmologia.
- Emivita ~20 giorni, con differenza fra i sessi (clearance maggiore negli uomini).
- Catabolismo proteolitico diffuso, come ogni IgG; nessun coinvolgimento dei CYP.
Posologia e monitoraggio
- 5-15 mg/kg ogni 2 o 3 settimane a seconda dell’indicazione e dello schema chemioterapico associato; non si usa da solo nelle indicazioni principali.
- Prima infusione in 90 minuti, poi accorciabile.
- ⚠️ Monitoraggio: pressione arteriosa a ogni ciclo e proteinuria con stick/rapporto proteine-creatinina; sospensione se proteinuria nefrosica o ipertensione non controllata.
- ⚠️ Chirurgia: sospendere almeno 28 giorni prima di un intervento elettivo e non riprendere prima di 28 giorni dall’intervento, a ferita chiusa.
Tossicità
Sono le tossicità di classe degli antiangiogenici, e si deducono tutte dal fatto che il VEGF serve anche all’endotelio sano:
- ⚠️ Ipertensione arteriosa — la più frequente; il VEGF mantiene la produzione endoteliale di ossido nitrico, toglierlo aumenta le resistenze. Si tratta senza sospendere il farmaco.
- ⚠️ Proteinuria, fino alla sindrome nefrosica e alla microangiopatia trombotica glomerulare.
- ⚠️ Emorragie — dall’epistassi banale all’emottisi fatale, descritta nel carcinoma polmonare squamoso e a sede centrale: da qui l’esclusione di quell’istotipo.
- ⚠️ Perforazione gastrointestinale e fistole — rara ma catastrofica, e indipendente dalla durata di terapia.
- ⚠️ Ritardo di guarigione delle ferite e deiscenze, motivo della finestra chirurgica di 28 giorni.
- Eventi tromboembolici arteriosi (ictus, infarto), soprattutto sopra i 65 anni e con anamnesi vascolare.
- Osteonecrosi della mandibola e sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES/RPLS).
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: metastasi cerebrali non trattate con sanguinamento, emorragia recente, chirurgia maggiore recente, carcinoma polmonare squamoso (rischio emorragico), ipersensibilità ai prodotti da cellule CHO.
- Gruppi speciali: gravidanza controindicata — l’angiogenesi è essenziale allo sviluppo fetale; contraccezione durante e per 6 mesi dopo. Nell’anziano il rischio tromboembolico arterioso è maggiore.
- Interazioni rilevanti: con antracicline somma la cardiotossicità; con sunitinib e altri anti-VEGF a piccola molecola aumenta il rischio di microangiopatia; l’associazione ad anticoagulanti va pesata sul rischio emorragico.
- Antidoto: nessuno; l’emivita di 20 giorni implica che ogni tossicità va gestita sapendo che il farmaco resterà in circolo per settimane.
Posto in terapia
Sempre in combinazione, mai da solo, nelle indicazioni registrate: carcinoma del colon-retto metastatico, NSCLC non squamoso, carcinoma renale avanzato, ovarico, della cervice e della mammella secondo autorizzazione, oltre al glioblastoma in alcuni contesti. In oftalmologia è usato off-label per via intravitreale nella degenerazione maculare legata all’età e nell’edema maculare diabetico, dove i farmaci registrati sono il ranibizumab e l’aflibercept. Fuori brevetto: ampia disponibilità di biosimilari.
🔗 Compare in
- Recettori Decoy (Etanercept, Aflibercept) — il confronto con l’aflibercept e il buco del placental growth factor.
- Meccanismi d’Azione dei MAB in Terapia — esempio di MAB di classe 3 (antigene solubile).
- Applicazioni Terapeutiche degli Anticorpi Monoclonali — nella mappa dei MAB oncologici.
Fonti: PDB 1BJ1 (VEGF con Fab neutralizzante); EMA SmPC Avastin e DailyMed SPL (posologia per indicazione, emivita ~20 giorni, warning su perforazione GI, guarigione delle ferite e emorragia, finestra chirurgica di 28 giorni, monitoraggio di pressione e proteinuria, esclusione dell’istotipo squamoso); studio AVF2107g per il CRC e studio CATT per il confronto con ranibizumab nella degenerazione maculare; sbobina 21 per il ruolo di termine di paragone dell’aflibercept. Consultate il 2026-08-14.