Dabigatran
Scheda-farmaco — singola molecola citata in Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.
Classe: anticoagulante orale diretto, inibitore diretto della trombina (IIa) · ATC: B01AE07 · Nome commerciale (IT): Pradaxa · PubChem CID 216210 (dabigatran, forma attiva); il farmaco somministrato è il profarmaco dabigatran etexilato, PubChem CID 135565674
Perché questa molecola
È l’unico DOAC che colpisce la trombina invece del fattore Xa: tutti gli altri (rivaroxaban, apixaban, edoxaban) sono anti-Xa. Da questa singolarità discende tutto il resto del suo profilo — è l’unico che non si monitora con l’attività anti-Xa, l’unico che ha un antidoto specifico (Idarucizumab, il primo antidoto per un DOAC mai approvato), e quello con la maggiore dipendenza dal rene. È inoltre l’unico DOAC che non passa dai citocromi: la sua unica via di interazione è la glicoproteina P.
Struttura
Struttura 2D del dabigatran (PubChem CID 216210). Formula C₂₅H₂₅N₇O₃, PM 471,5 g/mol. Il gruppo benzamidinico fortemente basico è ciò che mima l’arginina del substrato naturale e occupa la tasca S1 della trombina — ed è anche la ragione per cui la molecola, così com’è, non si assorbe: nel farmaco quel gruppo è mascherato da un carbammato etilico (etexilato).
Farmacodinamica
Inibitore competitivo e reversibile del sito attivo della trombina. Blocca sia la trombina libera sia quella già legata alla fibrina — vantaggio rispetto all’eparina, che via ATIII raggiunge solo la trombina libera. Inibendo il IIa impedisce simultaneamente la conversione fibrinogeno→fibrina, l’attivazione dei fattori V, VIII, XI e XIII e l’attivazione piastrinica via PAR-1.
flowchart TD A["DABIGATRAN ETEXILATO (profarmaco, per OS)"] --> B["esterasi intestinali/epatiche"] B --> C["DABIGATRAN attivo"] C --> D["sito attivo della trombina (IIa)"] D --> E["✘ fibrinogeno → fibrina"] D --> F["✘ attivazione di V, VIII, XI, XIII"] D --> G["✘ attivazione piastrinica via PAR-1"] C -. "sovradosaggio" .-> H["IDARUCIZUMAB (Fab) → sequestro"]
Farmacocinetica
- Profarmaco: il dabigatran etexilato è idrolizzato da esterasi a dabigatran attivo. Non coinvolge i CYP.
- Biodisponibilità bassissima (~6,5 %): per questo le capsule contengono pellet con nucleo di acido tartarico che crea un microambiente acido. Da qui due conseguenze — le capsule non vanno mai aperte (l’assorbimento salirebbe del 75 %) e la dispepsia è frequente.
- Substrato della glicoproteina P intestinale, ma con dipendenza minore rispetto agli altri DOAC.
- Eliminazione renale ~80 % in forma immodificata — la più alta della classe.
- Emivita 12–17 h; dializzabile (basso legame proteico, ~35 %), unico fra i DOAC.
Posologia e monitoraggio
- Fibrillazione atriale non valvolare: 150 mg × 2/die; 110 mg × 2/die se età ≥ 80 anni, rischio emorragico elevato o uso concomitante di verapamil.
- TVP/EP: 150 mg × 2/die dopo almeno 5 giorni di eparina parenterale.
- Non richiede INR né monitoraggio di routine. Se serve una stima urgente: il tempo di trombina diluito (dTT) o l’ecarin clotting time; un PTT normale rende improbabile un livello clinicamente rilevante. L’attività anti-Xa non serve (bersaglio sbagliato).
- Funzione renale da controllare almeno una volta l’anno, più spesso se ClCr < 50.
Tossicità
- Sanguinamento, in particolare gastrointestinale: il dabigatran ne dà più del warfarin alla dose piena, per la quota di farmaco attivo non assorbito che resta nel lume.
- Dispepsia, gastrite, dolore epigastrico nel 10–35 % dei pazienti — l’effetto avverso non emorragico più tipico, causato dall’acido tartarico della formulazione. È la principale causa di sospensione.
- Minor rischio di emorragia intracranica rispetto al warfarin.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ClCr < 30 mL/min (nell’UE; < 15 negli USA), protesi valvolari meccaniche (studio RE-ALIGN interrotto per eccesso di eventi), sanguinamento attivo, epatopatia con coagulopatia.
- Gruppi speciali: anziano e nefropatico → dose ridotta. Approvato anche in età pediatrica.
- Interazioni: tutte via glicoproteina P. Inibitori (ketoconazolo, dronedarone, ciclosporina, itraconazolo) → controindicati o dose ridotta; verapamil e amiodarone → dose ridotta; induttori (rifampicina, carbamazepina, erba di S. Giovanni) → riducono l’efficacia. Nessuna interazione da CYP.
- Antidoto: Idarucizumab 5 g e.v., frammento Fab che lega il dabigatran con affinità ~350 volte superiore a quella della trombina. In alternativa, l’emodialisi rimuove il 60–70 % del farmaco.
Posto in terapia
Prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale non valvolare e trattamento/prevenzione del tromboembolismo venoso. È il DOAC che si sceglie quando l’antidoto pesa (paziente ad alto rischio di caduta o candidato a chirurgia imprevedibile) o quando si vogliono evitare le interazioni citocromiali in un politrattato; si evita nel paziente nefropatico e in chi ha una storia di sanguinamento gastrointestinale o dispepsia.
🔗 Compare in
- Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC) — unico inibitore della trombina della classe.
- Inibitori Diretti della Trombina (irudine e argatroban) — ne è l’analogo orale.
- Proteine di Trasporto (P-glicoproteina) — substrato: unica via di interazione.
Fonti: PubChem CID 216210 (struttura, formula, PM); EMA SmPC Pradaxa e DailyMed SPL (posologia, controindicazioni, RE-ALIGN, interazioni P-gp); StatPearls “Dabigatran” (profarmaco, biodisponibilità, dializzabilità, reversione). Consultate il 2026-08-13.