Empagliflozin
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Inibitori di SGLT2 (Gliflozine). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: inibitore di SGLT2 (gliflozina) · ATC: A10BK03 · Nomi commerciali (IT): Jardiance; in associazione con metformina Synjardy, con linagliptin Glyxambi · PubChem CID 11949646
Perché questa molecola
È la gliflozina che ha cambiato le linee guida del diabete. Nel 2015 lo studio EMPA-REG OUTCOME — nato come semplice trial di sicurezza cardiovascolare, obbligatorio dopo il caso rosiglitazone — mostrò invece una riduzione del 38% della morte cardiovascolare, del 32% della mortalità totale e del 35% delle ospedalizzazioni per scompenso, con un effetto comparso entro poche settimane, troppo presto per essere attribuito al controllo glicemico. Fu il primo antidiabetico nella storia a ridurre la mortalità, e il punto in cui la classe smise di essere “un farmaco per la glicemia” e divenne un farmaco cardio-renale.
I trial successivi hanno esteso l’indicazione oltre il diabete: EMPEROR-Reduced ed EMPEROR-Preserved nello scompenso cardiaco a frazione d’eiezione sia ridotta sia preservata (è stata la prima terapia efficace nell’HFpEF), ed EMPA-KIDNEY nella malattia renale cronica. Oggi si prescrive a pazienti che non hanno il diabete.
È inoltre la gliflozina più selettiva per SGLT2 rispetto a SGLT1 (> 2500 volte), il che la distingue dal canagliflozin, che inibisce anche l’SGLT1 intestinale.
Struttura
Struttura 2D dell’empagliflozin (PubChem CID 11949646). Formula C₂₃H₂₇ClO₇, PM 450,9 g/mol. È un C-glucoside: lo zucchero è legato all’aglicone da un legame carbonio-carbonio, non glicosidico — ed è per questo che le glucosidasi intestinali non lo scindono e la molecola è attiva per via orale. Il tetraidrofuranil-ossi-fenile sul lato destro è il sostituente che ne massimizza la selettività per SGLT2.
Farmacodinamica
Catena d’azione: empagliflozin → inibisce selettivamente il cotrasportatore SGLT2 nel segmento S1-S2 del tubulo contorto prossimale → blocca ~90% del riassorbimento tubulare del glucosio → glicosuria di 60-80 g/die → ↓ glicemia e HbA1c indipendentemente dall’insulina (quindi senza ipoglicemia) e perdita calorica di ~250-300 kcal/die → calo ponderale di 2-3 kg. In parallelo la natriuresi e la diuresi osmotica riducono il precarico, mentre il ripristino del feedback tubulo-glomerulare (più sodio alla macula densa → vasocostrizione dell’arteriola afferente) abbassa la pressione intraglomerulare: è il meccanismo della nefroprotezione.
flowchart TD A["empagliflozin"] -->|inibizione selettiva| B["SGLT2, tubulo contorto prossimale S1-S2"] B --> C["riassorbimento del glucosio bloccato (~90%)"] C --> D["glicosuria 60-80 g/die"] D --> E["glicemia e HbA1c in calo, senza intervento dell'insulina"] D --> F["perdita calorica ~250-300 kcal/die -> calo ponderale"] B --> G["natriuresi e diuresi osmotica"] G --> H["precarico e pressione arteriosa ridotti"] H --> I["meno ospedalizzazioni per scompenso (EMPA-REG, EMPEROR)"] G --> L["piu sodio alla macula densa: feedback tubulo-glomerulare ripristinato"] L --> M["vasocostrizione dell'arteriola afferente"] M --> N["pressione intraglomerulare ridotta -> nefroprotezione (EMPA-KIDNEY)"] D --> O["glicosuria persistente nelle vie urinarie"] O --> P["infezioni micotiche genitali, raramente gangrena di Fournier"] E --> Q["shift verso l'ossidazione lipidica -> chetoacidosi euglicemica"]
Il punto concettuale è che il beneficio cardio-renale è emodinamico e metabolico, non glicemico: compare troppo presto e si osserva anche nel non diabetico. Livello meccanicistico completo in Inibitori di SGLT2 (Gliflozine) e Assorbimento Epiteliale di Sodio e Glucosio.
Farmacocinetica
- Biodisponibilità: ~78%; il cibo la riduce lievemente senza rilevanza clinica → si assume indipendentemente dai pasti, al mattino.
- Legame proteico: ~86%.
- Emivita: ~12,4 h → una somministrazione al giorno.
- Metabolismo: glucuronidazione via UGT2B7, UGT1A3, UGT1A8, UGT1A9 — non passa dai CYP, quindi ha pochissime interazioni.
- Eliminazione: ~54% urinaria e ~41% fecale.
- Efficacia glicemica e filtrato: l’effetto ipoglicemizzante dipende dal filtrato e si perde sotto un eGFR di ~45 ml/min; il beneficio cardio-renale, invece, persiste fino a eGFR molto bassi — motivo per cui il farmaco si continua anche quando non abbassa più la glicemia.
Posologia e monitoraggio
Orale, 10 mg una volta al giorno al mattino, aumentabili a 25 mg se serve maggiore controllo glicemico (nelle indicazioni cardiologiche e nefrologiche si usa 10 mg). Prima di iniziare si valutano eGFR e stato volemico; si rivaluta la funzione renale a 3 mesi e poi periodicamente. È attesa e normale una caduta iniziale dell’eGFR (dip emodinamico) che si stabilizza e che non va interpretata come danno. Se il paziente assume un diuretico dell’ansa, se ne considera la riduzione. Va sospeso prima di chirurgia maggiore o digiuno prolungato (rischio di chetoacidosi).
Tossicità
- Infezioni micotiche genitali (candidosi, balanite) — l’effetto avverso più frequente, diretta conseguenza della glicosuria; più comuni nella donna. Si prevengono con l’igiene genitale.
- Infezioni delle vie urinarie, in genere non complicate.
- Deplezione di volume, ipotensione, vertigini — soprattutto nell’anziano, nel disidratato e in chi assume diuretici.
- Chetoacidosi diabetica euglicemica — rara ma insidiosa: chetoacidosi con glicemia normale o poco elevata, che quindi non viene sospettata. Fattori scatenanti: digiuno, chirurgia, infezione acuta, riduzione brusca dell’insulina, dieta chetogenica, alcol. Va cercata dosando i chetoni in ogni paziente in gliflozina che stia male, qualunque sia la glicemia.
- Gangrena di Fournier (fascite necrotizzante del perineo) — rarissima, segnalata come reazione avversa di classe; emergenza chirurgica.
- Aumento dell’ematocrito (per emoconcentrazione e stimolo eritropoietico).
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità; DM1 (uso off-label ad alto rischio di chetoacidosi); chetoacidosi in atto; gravidanza e allattamento.
- Gruppi speciali: insufficienza renale → l’effetto glicemico si perde sotto eGFR ~45, ma il farmaco si continua per il beneficio cardio-renale (avvio consentito fino a eGFR 20 secondo le indicazioni correnti); anziano → attenzione alla deplezione di volume; scompenso cardiaco e malattia renale cronica → sono indicazioni proprie, anche senza diabete; digiuno, chirurgia, malattia acuta → sospendere (“sick day rule”).
- Interazioni rilevanti:
- Diuretici (dell’ansa e tiazidici) → sommano l’effetto natriuretico → ipotensione e disidratazione: spesso va ridotta la dose del diuretico.
- Insulina e secretagoghi → l’empagliflozin da solo non dà ipoglicemia, ma in associazione sì: ridurre preventivamente la dose del partner.
- Nessuna interazione metabolica rilevante (non passa dai CYP).
- Falso positivo: la glicosuria rende inutilizzabile il glucosio urinario come indicatore di controllo glicemico. Il test dei chetoni urinari con nitroprussiato può inoltre risultare falsamente negativo in corso di chetoacidosi (rileva l’acetoacetato, non il β-idrossibutirrato): serve il dosaggio del β-idrossibutirrato ematico.
Posto in terapia
È fra i farmaci di prima scelta — accanto o addirittura prima della metformina — in ogni diabetico con scompenso cardiaco, malattia renale cronica o malattia cardiovascolare aterosclerotica, e ha indicazione autonoma nello scompenso cardiaco (HFrEF e HFpEF) e nella malattia renale cronica anche senza diabete. È il farmaco che dimostra come una molecola nata per abbassare la glicemia possa valere soprattutto per ciò che fa a cuore e rene.
🔗 Compare in
- Inibitori di SGLT2 (Gliflozine) — la gliflozina di EMPA-REG OUTCOME, prima a ridurre la mortalità cardiovascolare.
- Assorbimento Epiteliale di Sodio e Glucosio — inibizione del cotrasporto Na⁺/glucosio nel tubulo prossimale.
Fonti: PubChem CID 11949646 (struttura, formula, ATC A10BK03); PDB 7VSI (complesso SGLT2-MAP17 umano legato a empagliflozin) per il bersaglio molecolare; EMA SmPC e DailyMed SPL per farmacocinetica, posologia, avvertenze su chetoacidosi euglicemica e gangrena di Fournier. Consultate il 2026-08-14.