Fenciclidina
Scheda-farmaco — il capostipite delle arilcicloesilamine di Sostanze d'Abuso (Definizione e Classificazione), la classe di cui fa parte anche la ketamina.
Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.
Classe: arilcicloesilamina, anestetico dissociativo; antagonista non competitivo del recettore NMDA (bloccante del canale) · Sigla: PCP (“angel dust”) · Nessun ATC (ritirata dall’uso umano nel 1965 e veterinario nel 1978) · In Italia Tabella I del D.P.R. 309/90 · PubChem CID 6468
Perché questa molecola
La fenciclidina è la sostanza d’abuso nata come farmaco e ritirata per i suoi effetti collaterali: è l’illustrazione più diretta dell’affermazione della lezione secondo cui «molte sostanze d’abuso sono in realtà farmaci, semplicemente non usati a scopo medico». Sviluppata negli anni ‘50 come anestetico endovenoso, aveva il vantaggio di non deprimere il respiro né il circolo — ma produceva al risveglio agitazione, delirio e allucinazioni tanto frequenti da renderla inutilizzabile.
Da quel fallimento nasce la ketamina, progettata come analogo a durata più breve e reazioni emergenti più gestibili. Il rapporto fra le due molecole è il modello del “me too” riuscito, e spiega perché la ketamina sia oggi un farmaco d’uso corrente mentre la PCP sia solo una sostanza d’abuso.
Il terzo tratto è farmacologico e vale per l’intera classe: il blocco non competitivo dell’NMDA produce anestesia senza depressione respiratoria — l’opposto degli oppioidi. La morte da PCP non è per apnea ma per comportamento: violenza, autolesionismo, traumi, annegamento, ipertermia. È un profilo di rischio interamente diverso da quello del resto del cluster.
Struttura
Struttura 2D della fenciclidina (PubChem CID 6468). Formula C₁₇H₂₅N, PM 243,4 g/mol.
Un anello cicloesilico che porta un fenile e una piperidina sullo stesso carbonio: da qui il nome della classe (aril-cicloesil-amine). Nella ketamina la piperidina è sostituita da una metilammina e l’anello aromatico porta un cloro, con un chetone sul cicloesano — modifiche che accorciano drasticamente la durata d’azione lasciando intatto il bersaglio.
Farmacodinamica
Catena d’azione: PCP → blocco del poro del canale NMDA in stato aperto → disconnessione talamo-corticale → anestesia dissociativa, con effetti dopaminergici aggiuntivi.
flowchart TD A["fenciclidina (PCP)"] -->|antagonista NON competitivo<br/>blocca il PORO del canale| B["recettore NMDA<br/>del glutammato"] A --> C["inibizione del re-uptake<br/>di dopamina e noradrenalina"] A --> D["recettore sigma, nAChR"] B --> E["disconnessione talamo-corticale<br/>= ANESTESIA DISSOCIATIVA"] E --> F["analgesia profonda<br/>SENZA depressione respiratoria"] B --> G["⚠️ sintomi POSITIVI e NEGATIVI<br/>indistinguibili dalla schizofrenia<br/>→ modello dell'ipotesi glutammatergica"] C --> H["ipertensione · tachicardia · ipertermia<br/>agitazione psicomotoria"] H --> I["⚠️ violenza, autolesionismo,<br/>rabdomiolisi, traumi"]
Il punto teorico importante: la PCP riproduce nel soggetto sano sia i sintomi positivi sia quelli negativi della schizofrenia, cosa che gli psicostimolanti dopaminergici non fanno. È l’osservazione da cui nasce l’ipotesi glutammatergica della schizofrenia, accanto a quella dopaminergica (vedi Eziologia della Schizofrenia).
Farmacocinetica
- Vie d’abuso: fumata (spesso su foglie di tabacco o cannabis), orale, inalata, endovenosa.
- Molto lipofila, con ampio volume di distribuzione e accumulo nel tessuto adiposo e nel SNC; il rilascio lento spiega la durata prolungata e le riacutizzazioni.
- Base debole (pKa ~8,6): subisce ricircolo gastroenterico — passa dal plasma nello stomaco acido dove viene ionizzata e sequestrata, poi riassorbita nell’intestino. È la ragione degli andamenti fluttuanti e delle ricadute cliniche a distanza di ore.
- Metabolismo: epatico (idrossilazione e coniugazione); metaboliti inattivi.
- Emivita: 7-50 ore, molto variabile e nettamente più lunga di quella della ketamina (2-3 h).
- Eliminazione: renale; l’escrezione aumenta con l’acidificazione delle urine, manovra oggi non raccomandata per il rischio di aggravare la rabdomiolisi.
Posologia e monitoraggio
Nessun uso terapeutico. Nell’intossicazione acuta il monitoraggio è quello dell’agitazione grave: temperatura corporea, CPK e mioglobina (rabdomiolisi), funzione renale, sodiemia, pressione arteriosa, stato di coscienza. Il paziente va gestito in ambiente povero di stimoli, perché la stimolazione sensoriale peggiora l’agitazione.
Tossicità
- Neuropsichiatrica: agitazione violenta, ⚠️ nistagmo verticale e orizzontale (segno clinico quasi patognomonico), atassia, disartria, analgesia profonda (il paziente non percepisce le proprie ferite), catatonia alternata a violenza, psicosi che può protrarsi per settimane.
- ⚠️ Ipertermia e rabdomiolisi con insufficienza renale acuta.
- Cardiovascolare: crisi ipertensive, tachicardia, emorragia cerebrale.
- ⚠️ Convulsioni e, alle dosi elevate, coma con occhi aperti.
- A differenza degli oppioidi, non deprime il respiro: il pericolo è il comportamento, non l’apnea.
- Dipendenza: prevalentemente psichica; la sindrome d’astinenza fisica è modesta.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ogni uso.
- Gruppi speciali: in gravidanza attraversa la placenta ed è associata a sindrome neonatale con tremori e irritabilità.
- Interazioni rilevanti: sinergia con tutti i depressori del SNC; ⚠️ associazione con alcol e benzodiazepine frequente e pericolosa; il rischio di crisi ipertensive aumenta con i simpaticomimetici.
- Antidoto: nessuno. Il trattamento è di supporto: benzodiazepine per agitazione e convulsioni (prima scelta), raffreddamento attivo, idratazione abbondante per la rabdomiolisi. ⚠️ Gli antipsicotici tipici vanno usati con cautela: abbassano la soglia convulsiva e possono peggiorare ipertermia e ipotensione.
Posto in terapia
Nessuno. Il suo posto nel corso è storico e concettuale: è il farmaco fallito da cui deriva la ketamina, e il modello farmacologico dell’ipotesi glutammatergica della schizofrenia.
🔗 Compare in
- Sostanze d’Abuso (Definizione e Classificazione) — la classe delle arilcicloesilamine.
- Ketamina ed Esketamina — l’analogo che è diventato un farmaco.
- Eccitotossicità — il recettore NMDA come bersaglio.
Fonti: PubChem CID 6468 (struttura, formula); EMCDDA Drug profile “PCP” e NIDA Research Report “Hallucinogens” per farmacocinetica, quadro clinico e gestione dell’intossicazione; D.P.R. 309/90 Tabella I per lo stato normativo; sbobina 35 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-19.