Etanolo

Scheda-farmaco — l' alcol etilico, la classe a sé stante di Sostanze d'Abuso (Definizione e Classificazione).

Qui trovi ciò che distingue questa molecola: la sua cinetica e la sua sindrome d’astinenza. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: deprimente aspecifico del SNC · ATC: V03AB16 (etanolo come antidoto del glicole etilenico/metanolo) · Legale in Italia e in Occidente, illegale in molti paesi mediorientali — la dimostrazione che il criterio giuridico non ha rilievo farmacologico · PubChem CID 702

Perché questa molecola

L’etanolo è la sostanza d’abuso che rompe tutte le regole della farmacologia recettoriale che si studiano nel resto del corso.

Non ha un recettore. È una molecola minuscola, anfipatica, che si scioglie nelle membrane e modula allostericamente più bersagli contemporaneamente: potenzia il GABA-A, inibisce l’NMDA, tocca i canali del calcio, i recettori nicotinici e la 5-HT₃. Non esiste un “recettore dell’alcol” da bloccare — e questo spiega perché non esiste un antagonista dell’intossicazione acuta, mentre esiste per gli oppioidi.

Non ha una cinetica di primo ordine. A concentrazioni già molto basse l’alcol deidrogenasi è satura: l’etanolo viene eliminato a velocità costante (~7 g/h, ~0,15 g/L per ora), non a frazione costante (vedi Eliminazione dei Farmaci). Raddoppiare la dose più che raddoppia il tempo di smaltimento. È l’esempio di manuale di cinetica di ordine zero.

La sua astinenza uccide. A differenza dell’eroina, la cui astinenza è sgradevole ma non letale, il delirium tremens ha una mortalità significativa se non trattato. È l’illustrazione più netta della controregolazione omeostatica descritta in Dipendenza (Psichica e Fisica): soppresso cronicamente il glutammato ed esaltato il GABA, alla sospensione prevale un cervello iper-glutammatergico.

Struttura

Struttura 2D dell’etanolo (PubChem CID 702). Formula C₂H₆O, PM 46,07 g/mol.

Due atomi di carbonio e un ossidrile: è la molecola attiva più piccola dell’intero corso. La sua anfipaticità (coda etilica lipofila, ossidrile idrofilo) le consente di distribuirsi nell’acqua corporea totale e insieme di inserirsi nelle membrane — da cui l’assenza di selettività.

Farmacodinamica

Catena d’azione: etanolo → modulazione allosterica multipla → potenziamento GABA-A + inibizione NMDA → depressione progressiva e discendente del SNC.

flowchart TD
  A["etanolo"] -->|potenzia| B["recettore GABA-A<br/>(inibitorio)"]
  A -->|inibisce| C["recettore NMDA<br/>(eccitatorio)"]
  A --> D["↑ dopamina nel nucleus accumbens<br/>(via oppioidi endogeni)"]
  B --> E["sedazione · atassia · amnesia"]
  C --> E
  D --> F["RINFORZO POSITIVO<br/>bersaglio del naltrexone"]
  E --> G["disinibizione (basse dosi)<br/>→ coma e depressione respiratoria (alte dosi)"]
  H["USO CRONICO<br/>controregolazione"] -->|↓ GABA-A, ↑ NMDA| I["⚠️ ASTINENZA:<br/>tremori · allucinosi · convulsioni<br/>· DELIRIUM TREMENS (letale)"]

La componente dopaminergica del rinforzo passa in buona parte dagli oppioidi endogeni: è la ragione farmacologica per cui il naltrexone, antagonista μ, riduce il craving alcolico.

Farmacocinetica

  • Assorbimento: rapido, per diffusione passiva; ~20% gastrico, ~80% nel piccolo intestino. Il cibo rallenta lo svuotamento gastrico e abbassa il picco.
  • Distribuzione: nell’acqua corporea totale (Vd ≈ 0,6 L/kg nell’uomo, ≈ 0,5 nella donna). A parità di dose e peso la donna raggiunge alcolemie più alte — minor acqua corporea e minore ADH gastrica.
  • ⚠️ Metabolismo a cinetica di ordine zero: etanolo → (alcol deidrogenasi, NAD⁺) → acetaldeide → (aldeide deidrogenasi, ALDH2) → acetato. Contributo accessorio del CYP2E1, che viene indotto dall’uso cronico (spiega la tolleranza farmacocinetica e le interazioni).
  • ⚠️ Polimorfismo ALDH2 (frequente nelle popolazioni dell’Asia orientale): l’acetaldeide si accumula → flushing, tachicardia, nausea. È lo stesso quadro che il disulfiram produce farmacologicamente.
  • Eliminazione: ~90-98% metabolica; una quota minima immodificata con urine, sudore e aria espirata — la base dell’etilometro.

Posologia e monitoraggio

Non è un farmaco d’uso terapeutico sistemico. Come antidoto l’etanolo satura l’alcol deidrogenasi e impedisce la formazione dei metaboliti tossici del metanolo e del glicole etilenico; è oggi largamente sostituito dal fomepizolo.

Monitoraggio dell’intossicazione acuta: alcolemia, glicemia (⚠️ ipoglicemia, soprattutto nel bambino e nel malnutrito), stato di coscienza, protezione delle vie aeree. Nell’astinenza si usano scale validate (CIWA-Ar) per titolare le benzodiazepine.

Tossicità

  • Acuta: disinibizione → atassia → sedazione → coma, depressione respiratoria, ab ingestis. ⚠️ Ipoglicemia e acidosi lattica per blocco della gluconeogenesi (l’ossidazione dell’etanolo consuma NAD⁺).
  • ⚠️ Sindrome d’astinenza, l’unica insieme a quella da barbiturici a essere potenzialmente letale:
    • 6-12 h: tremori, ansia, sudorazione, tachicardia;
    • 12-24 h: allucinosi alcolica;
    • 24-48 h: convulsioni da astinenza;
    • 48-72 h: delirium tremens (confusione, allucinazioni, instabilità autonomica grave).
  • Cronica: steatosi → epatite alcolica → cirrosi; pancreatite; cardiomiopatia dilatativa; polineuropatia; encefalopatia di Wernicke e sindrome di Korsakoff da carenza di tiamina; cancerogenicità documentata (cavo orale, esofago, fegato, mammella, colon-retto).
  • ⚠️ Sindrome alcolica fetale: l’etanolo è teratogeno; non è stata individuata una dose sicura in gravidanza.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: gravidanza e allattamento; epatopatia; pancreatite; terapia con farmaci che inibiscono l’ALDH.
  • Gruppi speciali: nell’anziano il minor volume di distribuzione e la ridotta clearance aumentano l’alcolemia a parità di dose. Nell’adolescente il cervello immaturo è più vulnerabile (vedi Dipendenza e Adolescenza).
  • ⚠️ Interazioni rilevanti:
    • Sinergia depressiva con benzodiazepine, barbiturici, oppioidi, antistaminici sedativi — la combinazione più frequente nelle morti per overdose.
    • Reazione tipo disulfiram (flushing, vomito, ipotensione) con disulfiram, metronidazolo, cefalosporine con catena metiltetrazolica, alcune sulfaniluree.
    • Uso cronico → induzione del CYP2E1: aumenta la produzione del metabolita epatotossico NAPQI del Paracetamolo, abbassandone la dose tossica (vedi Interazioni Farmacologiche da Induzione e Inibizione Enzimatica).
    • Uso acuto invece inibisce competitivamente il metabolismo di altri substrati: l’effetto è opposto a seconda che il consumo sia occasionale o cronico.
  • Antidoto: nessuno per l’intossicazione acuta (non c’è recettore da bloccare). Nell’astinenza si usano le benzodiazepine; nel Wernicke, tiamina prima del glucosio.

Posto in terapia

Nessuno come farmaco, salvo l’impiego residuo come antidoto. Nel corso è il prototipo del deprimente non recettoriale e della cinetica di ordine zero. Nella dipendenza da alcol i farmaci approvati agiscono su bersagli diversi dall’etanolo: naltrexone (riduce il rinforzo oppioide-mediato), acamprosato (modula il tono glutammatergico), disulfiram (avversivante, blocca l’ALDH e fa accumulare acetaldeide) — vedi Trattamento Farmacologico delle Dipendenze.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 702 (struttura, formula); NIAAA “Alcohol Metabolism” per ADH/ALDH2, CYP2E1 e cinetica di ordine zero; WHO Global status report on alcohol and health per epidemiologia e cancerogenicità; SmPC del disulfiram per la reazione avversivante; sbobina 35 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-19.