Psilocibina
Scheda di riferimento — molecola sperimentale, non un farmaco approvato. La nota madre
Ketamina ed Esketamina la cita fra le opzioni “in studio” per la depressione resistente: questa scheda spiega di cosa si tratta. ⚠️ Sostanza stupefacente in Tabella I (DPR 309/90): non prescrivibile, utilizzabile solo in sperimentazioni autorizzate. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.
Classe: alcaloide triptaminico psichedelico, profarmaco della psilocina — agonista dei recettori 5-HT2A · ATC: non assegnato (non registrata) · PubChem CID 10624
Perché questa molecola
Perché è, insieme alla ketamina, il secondo tentativo di uscire dal paradigma monoaminergico — e lo fa in modo speculare. La ketamina agisce sul glutammato; la psilocibina resta dentro il sistema serotoninergico ma lo attacca dal lato opposto rispetto a tutti gli antidepressivi visti finora: non aumenta la serotonina disponibile, stimola direttamente un recettore — il 5-HT2A — cioè proprio quello che i bloccanti recettoriali si preoccupano di bloccare perché responsabile degli effetti collaterali.
Tre punti la rendono interessante nel percorso del corso.
- Rompe lo schema “una compressa al giorno per mesi”. Negli studi si somministrano una o due dosi, in un contesto di supporto psicologico strutturato (preparazione, seduta assistita di 6-8 ore, sedute di integrazione). L’effetto antidepressivo compare in giorni e in parte dei pazienti persiste per settimane o mesi. Il farmaco, qui, non è la molecola da sola: è la molecola dentro un protocollo.
- Riporta al meccanismo neurotrofico. Come per la ketamina, i dati preclinici mostrano che l’agonismo 5-HT2A corticale aumenta la plasticità sinaptica — crescita dendritica, aumento del BDNF — che è esattamente il livello su cui, secondo il meccanismo neurotrofico, gli antidepressivi classici impiegano settimane ad agire.
- ⚠️ È ancora sperimentale, e i limiti sono seri. Lo studio di fase 2b più citato (Goodwin, NEJM 2022, 233 pazienti con depressione resistente) ha mostrato un vantaggio significativo della dose da 25 mg a 3 settimane, ma con effetti avversi rilevanti — cefalea, nausea, e ideazione suicidaria e autolesionismo in una quota di pazienti — e un beneficio che si attenua nel tempo. Il cieco è quasi impossibile da mantenere (il paziente sa di aver ricevuto lo psichedelico), il che gonfia il ruolo dell’aspettativa. Nessuna autorizzazione all’immissione in commercio è stata rilasciata; FDA le ha concesso la Breakthrough Therapy designation nel 2018 e 2019, che accelera la valutazione ma non è un’approvazione.
Struttura
Struttura 2D della psilocibina (PubChem CID 10624). Formula C₁₂H₁₇N₂O₄P, PM 284,25 g/mol.
Triptamina — cioè lo stesso scheletro indolo-etilamminico della serotonina — con una N,N-dimetilazione e, in posizione 4, un gruppo fosfato al posto dell’ossidrile serotoninergico. È il fosfato a fare di questa molecola un profarmaco: è polare, rende la psilocibina stabile e idrosolubile, e viene rimosso in vivo dalla fosfatasi alcalina intestinale ed epatica liberando la psilocina (4-idrossi-N,N-dimetiltriptamina), lipofila, che attraversa la barriera ematoencefalica ed è la vera molecola attiva. La somiglianza con la serotonina è tale che la psilocina ne occupa i recettori.
Farmacodinamica
Catena d’azione: psilocibina → defosforilazione a psilocina → agonismo (parziale) dei recettori 5-HT2A corticali, soprattutto sui neuroni piramidali dello strato V → alterazione dell’attività della default mode network e aumento della connettività fra reti normalmente segregate → esperienza psichedelica e, sul piano molecolare, plasticità sinaptica aumentata.
flowchart TD A["psilocibina (PROFARMACO)"] --> B["fosfatasi alcalina<br/>(intestino, fegato)"] B --> C["PSILOCINA (attiva, lipofila)"] C --> D["attraversa la barriera ematoencefalica"] D --> E["agonismo 5-HT2A corticale<br/>(neuroni piramidali strato V)"] E --> F["↓ attività della default mode network<br/>↑ connettività fra reti cerebrali"] F --> G["ESPERIENZA PSICHEDELICA<br/>(4-6 ore)"] E --> H["↑ plasticità sinaptica, crescita dendritica, ↑ BDNF"] H --> I["EFFETTO ANTIDEPRESSIVO<br/>rapido e prolungato dopo 1-2 dosi"] E --> J["⚠️ 5-HT2A su piastrine e valvole cardiache"] J --> K["⚠️ rischio teorico di valvulopatia<br/>con uso ripetuto (per analogia con fenfluramina)"] G --> L["⚠️ bad trip: ansia acuta, panico, paranoia<br/>→ da qui il setting assistito obbligatorio"]
Farmacocinetica
- Biodisponibilità orale: ~50% come psilocina; il cibo ritarda il picco.
- Attivazione: defosforilazione rapida e pressoché completa (fosfatasi alcalina, e in parte fosfatasi acide) → psilocina entro 20-40 minuti.
- Metabolismo: glucuronidazione (UGT1A10, UGT1A9) → psilocina-O-glucuronide, inattivo; via minore ossidativa via MAO e aldeide deidrogenasi.
- Emivita: psilocina ~2-3 h; effetto soggettivo 4-6 ore, picco a 1,5-2 h.
- Eliminazione: renale come glucuronide.
Posologia e monitoraggio
(protocolli sperimentali, non prescrizione clinica) — dose singola orale di 25 mg di psilocibina sintetica (COMP360) è la dose che ha mostrato efficacia; 10 mg e 1 mg sono state usate come confronto. La somministrazione avviene in stanza dedicata, con due facilitatori presenti per l’intera seduta, dopo sedute di preparazione e seguita da sedute di integrazione. Monitoraggio richiesto: pressione arteriosa e frequenza cardiaca (aumento transitorio), stato psichico durante e dopo la seduta, sorveglianza attiva dell’ideazione suicidaria nelle settimane successive.
Tossicità
- Effetti psichici acuti: alterazioni percettive e visive, distorsione del tempo, labilità emotiva; ⚠️ ansia acuta, panico, paranoia (bad trip) — la ragione per cui il setting assistito non è un accessorio.
- Cefalea (molto frequente, anche il giorno dopo), nausea, vomito.
- Midriasi, ipertensione e tachicardia transitorie, iperreflessia.
- ⚠️ Ideazione suicidaria e comportamento autolesivo: segnalati negli studi controllati, anche a distanza dalla somministrazione.
- Disturbo persistente della percezione da allucinogeni (HPPD): raro ma descritto.
- ⚠️ Rischio teorico di valvulopatia con esposizione ripetuta, per agonismo 5-HT2B (per analogia con fenfluramina e pergolide) — motivo per cui i protocolli usano poche dosi.
- Non dà dipendenza fisica né sindrome da astinenza, e ha bassissimo potenziale d’abuso compulsivo; sviluppa però tolleranza rapidissima (dosi ravvicinate sono inefficaci).
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni (criteri di esclusione degli studi): anamnesi personale o familiare di psicosi, schizofrenia o disturbo bipolare I — l’agonismo 5-HT2A può slatentizzare un episodio psicotico o maniacale; cardiopatia significativa; ipertensione non controllata; gravidanza e allattamento; uso di sostanze in atto.
- Interazioni rilevanti: ⚠️ IMAO (potenziamento marcato e rischio serotoninergico); SSRI/SNRI in cronico attenuano l’esperienza psichedelica per desensibilizzazione dei 5-HT2A (negli studi vengono sospesi prima); litio → segnalate convulsioni; tramadolo, triptani, linezolid → rischio serotoninergico.
- Antidoto: nessuno specifico. Nel bad trip: ambiente tranquillo, rassicurazione (“talking down”) e, se serve, benzodiazepine; nei quadri psicotici gravi un antipsicotico con antagonismo 5-HT2A.
- ⚠️ Stato giuridico in Italia: Tabella I delle sostanze stupefacenti (DPR 309/90). Non esiste alcun uso prescrivibile; la ricerca richiede autorizzazione ministeriale.
Posto in terapia
Nessuno, oggi. È una molecola in sperimentazione clinica avanzata (fase 3 in corso) per la depressione resistente, e viene citata per lo stesso motivo per cui si cita la ketamina: dimostra che un antidepressivo può agire in ore o giorni anziché in settimane, e che il bersaglio utile può stare fuori dall’aumento delle monoammine. Se arriverà all’approvazione, il modello d’uso — poche somministrazioni assistite invece di una terapia cronica — sarà anch’esso una novità rispetto a tutto ciò che sta in Trattamento della Depressione - Fasi e Obiettivi.
🔗 Compare in
- Ketamina ed Esketamina — la nota madre: entrambe rompono il paradigma monoaminergico.
- Latenza dell’Effetto Antidepressivo e Meccanismo Neurotrofico — la plasticità sinaptica come bersaglio.
Fonti: PubChem CID 10624 (struttura, formula); Goodwin GM et al., “Single-Dose Psilocybin for a Treatment-Resistant Episode of Major Depression”, NEJM 2022;387:1637-1648; Carhart-Harris R et al., NEJM 2021;384:1402-1411 (confronto con escitalopram); FDA Breakthrough Therapy designation (2018, 2019); DPR 309/90 Tabella I per lo stato giuridico italiano; sbobina 28 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-19.