Ranitidina

Scheda-farmaco — molecola della classe H2-antagonisti. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-08.

Farmaco ritirato dal commercio in Europa e negli Stati Uniti nel 2020. Si studia come caso di farmacovigilanza, non come opzione terapeutica.

Classe: antagonista del recettore H2 dell’istamina, antisecretorio gastrico · ATC: A02BA02 · Nomi commerciali (storici, IT): Zantac, Ranidil · PubChem CID 3001055

Perché questa molecola

Per due ragioni opposte, ed è questo a renderla interessante.

La prima: fu il farmaco più venduto al mondo negli anni ‘80. Rispetto alla capostipite cimetidina era circa 10 volte più potente, si somministrava due volte al giorno invece di quattro, e soprattutto non aveva né l’inibizione dei citocromi né gli effetti antiandrogeni. Fu la dimostrazione che dentro una stessa classe si può migliorare radicalmente il profilo di sicurezza cambiando l’anello eterociclico.

La seconda, ed è quella d’esame: nel 2019–2020 è stata ritirata a livello mondiale perché contaminata da NDMA (N-nitrosodimetilammina), una nitrosammina classificata come probabile cancerogeno per l’uomo (IARC 2A). Il punto che rende il caso unico non è la contaminazione di lotti — quella capita — ma il fatto che l’NDMA si formava anche per degradazione spontanea della molecola stessa nel tempo e con il calore: la sostanza attiva era intrinsecamente instabile. Un difetto non correggibile cambiando processo produttivo, che ha portato EMA (referral art. 31, aprile 2020) e FDA (aprile 2020) al ritiro di tutti i prodotti.

È il caso che dimostra a cosa serve la farmacovigilanza post-marketing: un rischio emerso dopo ~35 anni di uso su centinaia di milioni di persone, invisibile a qualunque trial pre-registrativo.

Struttura

Struttura 2D della ranitidina (PubChem CID 3001055). Formula C₁₃H₂₂N₄O₃S, PM 314,41 g/mol.

Rispetto alla cimetidina l’anello imidazolico è sostituito da un furano: è questa sostituzione a togliere sia l’inibizione dei CYP (che dipendeva dalla coordinazione dell’imidazolo con l’eme) sia l’affinità per il recettore degli androgeni. La molecola contiene però una dimetilammina terziaria e un gruppo nitro: sono i due frammenti da cui, per reazione intramolecolare, si genera l’NDMA.

Farmacodinamica

Catena d’azione: ranitidina → antagonismo competitivo del recettore H2 della cellula parietale → ↓cAMP → minore reclutamento della H⁺/K⁺-ATPasi → ↓secrezione acida. Identica alla cimetidina, con potenza maggiore.

flowchart TD
  A["istamina dalle cellule enterocromaffini"] --> B["recettore H2 della cellula parietale"]
  B -->|"blocco competitivo"| C["RANITIDINA"]
  B --> D["↑ cAMP → H⁺/K⁺-ATPasi in membrana → HCl"]
  C --> E["↓ secrezione acida (secrezione residua conservata)"]
  F["struttura: dimetilammina + gruppo nitro"] --> G["degradazione nel tempo / al calore"]
  G --> H["⚠️ formazione di NDMA<br/>(nitrosammina, probabile cancerogeno IARC 2A)"]
  H --> I["RITIRO MONDIALE 2019-2020<br/>EMA art.31 · FDA"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~50% (first-pass epatico).
  • Profarmaco: no.
  • Metabolismo: epatico limitato; non inibisce i CYP in modo clinicamente rilevante — è il suo vantaggio storico sulla cimetidina.
  • Emivita: ~2–3 ore → 1–2 somministrazioni al giorno.
  • Eliminazione: prevalentemente renale, in larga parte immodificata → dose da ridurre nell’insufficienza renale.

Tossicità

Alle dosi terapeutiche era ben tollerata: cefalea, stipsi o diarrea, vertigini. Rare: epatite reversibile, trombocitopenia, bradicardia dopo somministrazione ev rapida, confusione nell’anziano nefropatico.

  • ⚠️ Il problema non era la tossicità d’organo ma la contaminazione da NDMA, di cui non esiste una “dose sicura” definita in senso classico: il rischio è cancerogeno e cumulativo con l’esposizione.

⚠️ Attenzione

  • Stato regolatorio: non in commercio. In Italia, come in tutta l’UE, l’autorizzazione è sospesa dal 2020. I pazienti sono stati riconvertiti a famotidina o a un IPP.
  • Gruppi speciali (dato storico): insufficienza renale → dose dimezzata; gravidanza → era considerata utilizzabile e veniva molto usata nel reflusso gravidico, il che spiega la portata dell’allarme del 2020.
  • Interazioni: poche e modeste — riduce l’assorbimento dei farmaci pH-dipendenti (ketoconazolo, atazanavir), effetto di classe comune agli IPP. Nessuna interazione da inibizione enzimatica.
  • Antidoto: non pertinente.

Posto in terapia

Nessuno, oggi. Le sue indicazioni storiche (ulcera peptica, GERD, sindrome di Zollinger-Ellison, profilassi dell’aspirazione acida in anestesia) sono coperte dalla famotidina all’interno della classe e, più efficacemente, dagli inibitori di pompa protonica. Si ricorda come capostipite commerciale della classe e come caso di farmacovigilanza — accanto a talidomide e rofecoxib — nel percorso sulle reazioni avverse ritardate.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 3001055 (struttura, formula, ATC A02BA02); EMA, referral art. 31 sulla ranitidina e comunicato di sospensione (aprile 2020); FDA Drug Safety Communication, richiesta di ritiro di tutti i prodotti a base di ranitidina (aprile 2020); DailyMed SPL per i dati farmacocinetici storici; sbobina 09 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-08.