Recettore (Definizione Farmacologica)
Un recettore in senso farmacologico deve possedere due requisiti: un sito di legame per il ligando e la capacità di trasdurre il segnale. Il solo legame non basta: l’albumina lega molti farmaci (che restano in circolo legati ad essa) ma non è un recettore, perché non trasduce alcun messaggio.
La trasduzione significa che il legame del primo messaggero (il ligando) innesca nella cellula bersaglio una sequenza di eventi, diversa da cellula a cellula. Esempio: l’acetilcolina impone alla cellula muscolare di contrarsi attivando una cascata di secondi messaggeri.
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Recettori di membrana vs intracellulari
- Recettori di membrana: proteine integrali che attraversano tutto lo spessore della membrana plasmatica, con una propria topologia; legano ligandi idrofilici (solubili nei fluidi).
- Recettori intracellulari: risiedono nel citoplasma o nel nucleo; il loro ligando è idrofobico e attraversa direttamente la membrana, ma in circolo necessita di carrier.
(Integrazione da: sbobina 09)
Storia del concetto di recettore
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Prima del Novecento non c’era evidenza che i recettori esistessero; la loro struttura fu rivelata solo in seguito. Due definizioni fondanti:
- Langley (1905): “there is a chemical combination between the drug and a constituent of the cell — the receptive substance”; intuì che il farmaco doveva interagire con qualcosa.
- Ehrlich (1913): “corpora non agunt nisi fixata” — la materia non agisce se non è fissata, deve legarsi a qualcosa.
Farmaci che non necessitano di un recettore
Sono rari: agiscono modificando l’ambiente in cui si trovano, senza un ligando diretto. Esempi: lassativi osmotici, diuretici osmotici (mannitolo), bicarbonato come antiacido, alcuni antibatterici.
Natura del legame farmaco-recettore
Secondo la legge d’azione delle masse si forma un complesso ligando-recettore; il bersaglio è un recettore solo se la modificazione conformazionale produce un secondo messaggero o un effetto. Le interazioni farmaco-recettore sono di norma a bassa energia (legami ionici, ponti a idrogeno, forze di Van der Waals, interazioni idrofobiche): è raro che si formino legami ad alta energia.
Esistono però farmaci che formano legami covalenti irreversibili con il bersaglio: l’aspirina acetila la ciclossigenasi-1, gli inibitori di pompa protonica inibiscono irreversibilmente la pompa gastrica. Sui recettori, invece, non esistono farmaci a legame covalente; ci sono sostanze come l’α-bungarotossina (veleno del Bungarus multicinctus) che lega il recettore nicotinico nello stesso sito dell’acetilcolina con affinità altissima, mimando un legame covalente senza esserlo.
🔗 Collegamenti
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