Rivaroxaban
Scheda-farmaco — singola molecola citata in Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.
Classe: anticoagulante orale diretto, inibitore diretto del fattore Xa · ATC: B01AF01 · Nome commerciale (IT): Xarelto · PubChem CID 9875401
Perché questa molecola
È il capostipite degli anti-Xa orali — il primo DOAC approvato in Europa (2008) e la molecola che ha reso concreto l’obiettivo di sostituire il warfarin. Il suo delta rispetto agli altri due anti-Xa è la monosomministrazione giornaliera nella fibrillazione atriale (apixaban ed edoxaban richiedono rispettivamente due dosi e una dose, ma con schemi diversi) e un vincolo di assunzione con il cibo che nessun altro DOAC ha. È anche l’unico usato a dose vascolare bassissima (2,5 mg × 2) in associazione all’aspirina.
Struttura
Struttura 2D del rivaroxaban (PubChem CID 9875401). Formula C₁₉H₁₈ClN₃O₅S, PM 435,9 g/mol. Il nucleo ossazolidinonico (lo stesso scheletro del linezolid, da cui il programma di ricerca è partito) porta da un lato il braccio clorotiofenico che occupa la tasca S1 del fattore Xa, dall’altro il morfolinone che occupa la S4.
Farmacodinamica
Inibitore diretto, competitivo e altamente selettivo del fattore Xa (> 10 000 volte rispetto ad altre serin-proteasi). Blocca il Xa libero, quello legato nel complesso protrombinasi e quello associato al coagulo — l’eparina, che agisce via ATIII, non raggiunge le ultime due forme. Non richiede l’antitrombina III come cofattore, quindi funziona anche nel paziente con deficit di ATIII (dove l’eparina fallisce).
Inibire il Xa significa colpire il punto di massima amplificazione della cascata: una molecola di Xa genera ~1000 molecole di trombina. Il rivaroxaban riduce quindi la generazione di trombina senza toccare quella già formata — il coagulo emostatico esistente non viene sciolto.
Farmacocinetica
- Biodisponibilità dose-dipendente: ~80–100 % a 10 mg a digiuno, ma solo ~66 % a 20 mg se assunto a stomaco vuoto. Da qui la regola: le dosi da 15 e 20 mg vanno prese con il cibo, quelle da 10 mg no. È la peculiarità PK più esaminata della molecola.
- Doppia via di eliminazione: ~1/3 renale immodificato, ~2/3 metabolizzato ed escreto per via epatica/fecale.
- Metabolismo: CYP3A4 e CYP2J2, più una quota indipendente dai citocromi; substrato della glicoproteina P e della BCRP.
- Emivita 5–9 h (11–13 h nell’anziano); non dializzabile (legame proteico ~92–95 %).
Posologia e monitoraggio
- Fibrillazione atriale non valvolare: 20 mg × 1/die con il cibo (15 mg se ClCr 15–49).
- TVP/EP: 15 mg × 2/die per 21 giorni, poi 20 mg × 1/die — schema single-drug, senza bisogno di eparina iniziale (a differenza del dabigatran e dell’edoxaban).
- Profilassi in chirurgia ortopedica: 10 mg × 1/die.
- Dose vascolare: 2,5 mg × 2/die + aspirina nella coronaropatia/arteriopatia periferica stabile (studio COMPASS).
- Nessun monitoraggio di routine. In urgenza si usa l’attività anti-fattore Xa calibrata per rivaroxaban; il PT è allungato ma non è quantitativo.
Tossicità
- Sanguinamento, con incidenza di emorragia gastrointestinale superiore a quella dell’apixaban.
- Minor rischio di emorragia intracranica rispetto al warfarin.
- Anemia, epistassi, ematuria; rialzo delle transaminasi.
- Rare reazioni cutanee gravi (Stevens-Johnson).
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: sanguinamento attivo, epatopatia con coagulopatia (Child-Pugh B–C), gravidanza e allattamento, ClCr < 15 mL/min, sindrome da anticorpi antifosfolipidi tripla positività (studio TRAPS: più eventi trombotici che col warfarin), protesi valvolari meccaniche.
- Interazioni: i doppi inibitori CYP3A4 + P-gp (ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir) sono controindicati; i doppi induttori (rifampicina, carbamazepina, fenitoina, erba di S. Giovanni) riducono l’esposizione fino al 50 %. Un inibitore di una sola delle due vie ha effetto modesto — è la differenza sistematica con l’edoxaban, quasi solo P-gp-dipendente.
- Antidoto: andexanet alfa, fattore Xa ricombinante inattivo che fa da esca. In sua assenza, concentrato di complesso protrombinico (PCC) a 4 fattori.
Posto in terapia
Prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale non valvolare, trattamento e profilassi secondaria del tromboembolismo venoso, profilassi in chirurgia ortopedica maggiore, e — a dose bassa con aspirina — prevenzione secondaria nella malattia aterosclerotica stabile. Insieme al dabigatran è uno dei due DOAC approvati anche in età pediatrica. Si sceglie quando conta la monosomministrazione; si evita nel paziente con anticorpi antifosfolipidi e in chi ha alto rischio di sanguinamento gastrointestinale.
🔗 Compare in
- Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC) — capostipite degli anti-Xa orali.
- Proteine di Trasporto (P-glicoproteina) — substrato; interazione rilevante solo se sommata al CYP3A4.
Fonti: PubChem CID 9875401 (struttura, formula, PM); EMA SmPC Xarelto e DailyMed SPL (posologia, assunzione con il cibo, controindicazioni, TRAPS); StatPearls “Rivaroxaban” (selettività, farmacocinetica, reversione con andexanet alfa). Consultate il 2026-08-13.