Scala Analgesica OMS (Analgesic Ladder)

La scala analgesica (in realtà un algoritmo) è stata messa a punto dall’OMS nel 1986, quando ci si rese conto che il dolore associato al cancro non era trattato in modo appropriato.

I tre gradini

  1. Il paziente ha dolore → farmaci non oppioidi (FANS, paracetamolo); si attende.
  2. Dolore ancora presente → si aggiunge un oppiaceo debole (storicamente la codeina) e/o adiuvanti.
  3. Dolore ancora presente → oppiaceo forte.

Adiuvante (termine in disuso, perché impreciso): sostanza che di per sé non ha effetto sul dolore ma potenzia/migliora l’azione degli oppiacei. Storicamente l’oppiaceo è stato il primo farmaco del dolore; gli altri farmaci, anche più efficaci, provengono da aree terapeutiche diverse.

Limite: dosaggio basato sull’intensità

La scala nacque per il dolore oncologico (solo il 12% di tutto il dolore cronico; l’88% è non oncologico). Estendendola al dolore non oncologico si associò ad ogni gradino un valore di NRS (0-3 → 1° gradino; 4-7 → 2°; 8-10 → 3°). Questo ha portato — soprattutto negli USA — a prescrivere oppioidi sulla sola base dell’intensità del dolore (NRS), favorendo l’abuso. L’intensità va considerata, ma dopo il meccanismo patogenetico, non al suo posto: la scelta del farmaco deve seguire la diagnosi algologica (che tipo di dolore è), non l’intensità.

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