Sotalolo

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Antiaritmici di Classe 3 (Bloccanti dei Canali del Potassio),

con attività anche di classe 2 (Beta-bloccanti). Il meccanismo di classe sta nelle note madri: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-12.

Classe: antiaritmico di classe 3 (bloccante di IKr) e β-bloccante non selettivo senza attività simpaticomimetica intrinseca · ATC: C07AA07 · Nomi commerciali: Sotalex · PubChem CID 5253

Perché questa molecola

È due antiaritmici nella stessa molecola, e lo è per una ragione stereochimica precisa: il sotalolo è una miscela racemica, e i due enantiomeri non fanno la stessa cosa.

  • L’enantiomero l (S) porta l’attività β-bloccante (classe 2);
  • entrambi gli enantiomeri, in misura uguale, bloccano la corrente rettificante ritardata rapida IKr (classe 3).

Il risultato è che alle dosi basse prevale il β-blocco, mentre l’effetto di classe 3 — allungamento del potenziale d’azione e del QT — compare solo alle dosi piene. È la ragione per cui il sotalolo si titola verso l’alto sotto controllo ECG: non si sta aumentando la dose di un farmaco, si sta passando da un farmaco all’altro.

Il secondo delta è farmacocinetico ed è l’opposto di quello dell’amiodarone: il sotalolo non viene metabolizzato affatto. Nessun citocromo, nessun metabolita, nessuna interazione da CYP — ma eliminazione renale al 100%, che rende la funzione renale l’unico determinante della dose e l’insufficienza renale il principale fattore di rischio di torsione di punta.

Struttura

Struttura 2D di sotalol (PubChem CID 5253). Formula C₁₂H₂₀N₂O₃S, PM 272,37 g/mol.

Ha il farmacoforo β-bloccante (propanolammina) ma su un anello con un gruppo metansulfonammidico, non su un ossigeno etereo: è quest’ultimo a conferire l’attività di classe 3 e, insieme, la spiccata idrofilia che spiega perché il farmaco non venga metabolizzato e non attraversi la barriera ematoencefalica.

Farmacodinamica

Catena d’azione: sotalolo → (alle dosi basse) blocco β₁/β₂ → ↓ frequenza sinusale, ↓ conduzione AV, ↓ contrattilità; → (alle dosi piene) blocco di IKr → ripolarizzazione rallentata → ↑ durata del potenziale d’azione e del periodo refrattario in atrio, ventricolo e vie accessorie → ↑ QT → interruzione dei rientri, ma anche rischio di post-depolarizzazioni precoci e torsione di punta.

flowchart TD
  SOT[Sotalolo racemo] --> LE[Enantiomero l - S]
  SOT --> DE[Entrambi gli enantiomeri]
  LE --> B[Blocco beta non selettivo<br/>classe 2 - dosi basse]
  DE --> K[Blocco IKr<br/>classe 3 - dosi piene]
  B --> FC[Riduzione frequenza<br/>e conduzione AV]
  K --> ERP[Allungamento potenziale d'azione<br/>e periodo refrattario]
  ERP --> QT[QT allungato]
  QT --> EFF[Interruzione dei rientri]
  QT --> TDP[Post-depolarizzazioni precoci<br/>torsione di punta]
  TDP --> RISCHIO[Rischio maggiore: donne,<br/>ipokaliemia, bradicardia,<br/>insufficienza renale]

⚠️ Reverse use-dependence: l’allungamento del potenziale d’azione da blocco di IKr è massimo alle frequenze basse — esattamente l’opposto di ciò che servirebbe. Un farmaco che protegge poco durante la tachicardia e allunga molto il QT durante la bradicardia notturna: da qui il rischio di torsione proprio nei momenti di riposo.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~90–100% per via orale; ridotta dal cibo, in particolare dal latte e dagli antiacidi contenenti alluminio/magnesio → si assume a stomaco vuoto, lontano dai pasti.
  • Legame proteico: nullo.
  • Metabolismo: assente — non è substrato di alcun CYP.
  • Emivita: ~10–20 ore → 2 somministrazioni/die.
  • Eliminazione: renale, immodificata, per filtrazione glomerulare → la dose e l’intervallo si stabiliscono sulla clearance della creatinina. È dializzabile.

Posologia e monitoraggio

Via orale in 2 somministrazioni/die (esiste anche la formulazione EV ospedaliera). L’inizio della terapia e ogni aumento di dose vanno fatti in ambiente ospedaliero monitorizzato, per almeno 3 giorni o fino a 5–6 dosi: è una prescrizione, non una raccomandazione.

Prima di iniziare e a ogni step:

  • QTc basale — non si inizia se supera 450 ms; si riduce o si sospende se in terapia supera 500 ms;
  • clearance della creatinina — determina l’intervallo fra le dosi;
  • potassio e magnesio normalizzati prima della prima dose;
  • frequenza cardiaca (non iniziare se < 50 bpm).

Tossicità

  • Torsione di punta — l’effetto avverso che governa tutta la gestione del farmaco. È dose-dipendente e la sua incidenza cresce ripidamente con la dose, a differenza di quella dell’amiodarone. Fattori di rischio: sesso femminile, ipokaliemia e ipomagnesiemia, bradicardia, insufficienza renale, scompenso cardiaco, QT già lungo, associazione con altri farmaci QT-prolunganti.
  • Bradicardia sinusale grave e blocco AV — l’effetto che il corso segnala per primo, conseguenza della somma fra β-blocco e classe 3.
  • Effetti da β-blocco non selettivo: broncospasmo, affaticabilità, estremità fredde, mascheramento dei sintomi di ipoglicemia, peggioramento della claudicatio.
  • Scompenso cardiaco per effetto inotropo negativo.
  • Dispnea, vertigini, astenia, disturbi del sonno (meno marcati dei β-bloccanti lipofili, per la scarsa penetrazione nel SNC).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: QT lungo congenito o acquisito, precedente torsione di punta, bradicardia sinusale < 50 bpm, blocco AV di 2°–3° grado senza pacemaker, sindrome del nodo malato, insufficienza renale grave (clearance < 40 mL/min), ipokaliemia non corretta, scompenso cardiaco non controllato, shock cardiogeno, asma bronchiale e BPCO grave, acidosi metabolica, ipotensione grave.
  • Gruppi speciali: aggiustare l’intervallo di dose sulla funzione renale — è il parametro critico; cautela nell’anziano (funzione renale ridotta anche a creatinina normale) e nel diabetico.
  • Interazioni rilevanti: farmaci che allungano il QT (amiodarone, antipsicotici, macrolidi, fluorochinoloni, antidepressivi triciclici, antistaminici) → associazione da evitare; diuretici ipokaliemizzanti (tiazidici, dell’ansa) → è l’interazione più insidiosa perché frequentissima e apparentemente innocua; calcio-antagonisti non diidropiridinici e altri farmaci bradicardizzanti → bradicardia/blocco AV; antiacidi con alluminio/magnesio → ridotto assorbimento (distanziare di 2 ore).
  • Antidoto: nessuno specifico. Nella torsione di punta: solfato di magnesio EV, correzione del potassio, overdrive pacing o isoproterenolo. Nella bradicardia/ipotensione da β-blocco: atropina, glucagone, pacing. Il farmaco è rimuovibile con l’emodialisi.

Posto in terapia

Mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione di fibrillazione o flutter atriale sintomatici, e aritmie ventricolari documentate e potenzialmente letali — incluse le forme refrattarie o prolungate di tachicardia ventricolare, dove l’azione duplice (β-blocco + allungamento della ripolarizzazione) è esattamente ciò che serve. È inoltre uno degli antiaritmici usati per ridurre gli shock appropriati nei portatori di defibrillatore impiantabile. A differenza degli altri β-bloccanti non ha indicazione nell’ipertensione né nell’angina: la componente di classe 3 lo rende un antiaritmico a tutti gli effetti, con i vincoli di sicurezza che ne conseguono.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 5253 (struttura, formula, ATC C07AA07); DailyMed SPL Sotalol Hydrochloride (box warning su inizio in ambiente monitorizzato e aggiustamento renale) ed EMA/AIFA SmPC Sotalex per farmacocinetica, posologia, controindicazioni e interazioni; sbobina 23 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-12.