Disturbi dello Spettro della Neuromielite Ottica (NMOSD)
Definizione
La neuromielite ottica è una patologia demielinizzante autoimmune più aggressiva della Sclerosi Multipla: la SM lascia cicatrici, la neuromielite ottica lascia dei “buchi”. È rarissima.
È associata ad anticorpi anti-acquaporina 4 (anti-AQP4) nel siero. L’AQP4 è presente nel SNC solo in determinate aree, tra cui l’area postrema, il nervo ottico e alcune aree midollari.
Quadro clinico
Il nome deriva dalle due manifestazioni principali:
- Neurite ottica: episodi molto importanti, con coinvolgimento bilaterale e del chiasma; rispondono molto tardivamente alle terapie antinfiammatorie e immunosoppressive (Neurite Ottica).
- Mieliti centrali estese: occupano più del 50% della sezione del midollo e più di 3 metameri in lunghezza (al contrario delle lesioni midollari della SM, RM nella Sclerosi Multipla).
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- Tronco encefalico, in particolare la zona periacqueduttale: lesioni talmente grosse e gonfie che un segno tipico è il singhiozzo incoercibile; nella maggior parte dei casi i pazienti sviluppano rapidamente uno stato alterato di coscienza e il coma, perché la lesione si gonfia molto in fretta.
Diagnosi
- Esistono criteri diagnostici; è importante che gli anticorpi anti-AQP4 siano trovati nel siero.
- Vengono dosati anche sul liquor per capirne il significato, ma per la diagnosi è obbligatorio il siero.
Terapia
- Scarsa risposta agli steroidi: di solito si arriva a plasmaferesi e immunoglobuline.
- Ottima risposta agli immunosoppressori, ma i pazienti devono restare immunosoppressi: data l’aggressività degli episodi la tolleranza verso una recidiva è bassissima.
- Con anticorpi positivi si avvia subito l’immunosoppressione; spesso si fanno immunoglobuline in attesa di poter iniziare la terapia immunosoppressiva, per evitare ricadute.
- Storicamente, prima del rituximab (primo farmaco utilizzato), in 2 episodi i pazienti finivano in carrozzina e ciechi.
- Con le terapie attuali i pazienti stanno bene, senza infiammazione residua.
(Integrazione da: sbobina 24)
In acuto lo schema è quello comune a tutte le malattie demielinizzanti (Terapia dell’Attacco Acuto nelle Malattie Demielinizzanti), con la differenza che nel 99% dei casi questi pazienti non rispondono al cortisone: servono plasmaferesi e immunoglobuline, a cui iniziano a rispondere lentamente.
In cronico le linee guida prevedono di iniziare con il rituximab, farmaco ormai vecchio. Il problema è il lungo termine: mantenerlo per decenni in un paziente giovane pone problemi di gestione importanti dopo i primi 20 anni — deficit di immunoglobuline e infezioni una dopo l’altra, situazioni che non si risolvono del tutto sospendendo il farmaco.
Esistono farmaci nuovi che funzionano molto bene:
- Eculizumab — anti-C5 (anti-complemento), il più rapido di tutti; funziona benissimo e non immunosopprime il paziente. Gli anti-complemento aumentano di circa 3000 volte il rischio di infezioni da batteri capsulati, con particolare attenzione al meningococco: se il paziente non è vaccinato si può iniziare il trattamento con copertura antibiotica e vaccinarlo successivamente. Il rischio si riduce ma non si elimina, per cui i pazienti vanno avvisati e va soppesato il rapporto rischio-beneficio.
- Inebilizumab — anti-CD19, antigene espresso sui linfociti B e sulle plasmacellule.
- Satralizumab — anti-IL6R, mutuato dalla reumatologia e da altre specialità: spegnendo IL-6 si spegne tutta la risposta immunitaria. Non ha particolari effetti collaterali, può dare una leucopenia lieve che si tiene sotto controllo.
🔗 Collegamenti
- Diagnosi Differenziale della Sclerosi Multipla — 📋 fa parte di
- Sclerosi Multipla — 🔄 diagnosi differenziale
- Malattia da Anticorpi Anti-MOG (MOGAD) — 🔄 diagnosi differenziale
- Neurite Ottica — ⬇️ manifestazione
- RM nella Sclerosi Multipla — 🔄 confronto (lesioni midollari)
- Neuro-Lupus (LES con Coinvolgimento del SNC) — 🔄 sedi tipiche simili
- Terapia dell’Attacco Acuto nelle Malattie Demielinizzanti — 💊 trattamento
- Anti-CD20 nella Sclerosi Multipla (Ocrelizumab, Ofatumumab, Ublituximab) — 🔗 stessa classe (rituximab, inebilizumab)