Iter Diagnostico della Miastenia Gravis

Principio: la diagnosi è clinica

Per porre diagnosi di Miastenia Gravis è sufficiente dimostrare che l’attività persistente o ripetuta di un gruppo muscolare porta al suo esaurimento, mentre il riposo ripristina almeno parzialmente la forza. Gli altri esami servono a confermare la diagnosi: esistono situazioni in cui né gli anticorpi né l’analisi elettromiografica risultano positivi, e resta il malato in cui c’è la fluttuazione.

Esame obiettivo e prove di esauribilità

All’esame obiettivo neurologico tradizionale si aggiungono prove di esauribilità, che consistono nel richiedere azioni ripetute o mantenute nel tempo:

  • aprire e chiudere gli occhi dieci volte;
  • prendere un respiro profondo e contare fino a trenta;
  • aprire e chiudere le mani ripetutamente;
  • mantenere posizioni cronometrando il tempo, per valutare se dopo un certo numero di secondi si verifica un cedimento (caduta degli arti alle manovre di Mingazzini I e II, o della testa dopo sollevamento per un dato tempo).

Caratteristica fondamentale è il recupero con il riposo.

I tre esami di conferma

  1. Dosaggio degli anticorpi (esistono forme sieronegative): anti-AChR, anti-MuSK, anti-LRP4 — la cui patogenicità è ancora discussa — e altri anticorpi. Vedi Patogenesi della Miastenia Gravis (Anti-AChR e Anti-MuSK).
  2. Elettromiografia con i test specifici di placca, che vanno indicati esplicitamente sulla ricetta.
  3. Imaging del timo con TC o RM.

Test diagnostici storici

Il test al cloruro di edrofonio e l’ice pack test sono due test storici che il docente indica come da sapere.

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