Sindromi dell’Arteria Cerebrale Media

Rilevanza

Il territorio carotideo anteriore è il più studiato: i dati sulla cura dell’ictus degli ultimi 25 anni di trial riguardano soprattutto questo territorio. Il 95% delle lesioni del territorio carotideo anteriore interessa l’arteria cerebrale media (ACM), solo il 5% l’arteria cerebrale anteriore (ACA). Gran parte delle evidenze sulla cura dell’ictus deriva quindi da ischemie del territorio dell’ACM.

Anatomia

L’ACM origina dalla carotide interna, alla biforcazione con la cerebrale anteriore. Dà:

  • rami perforanti verticali;
  • all’emergenza della scissura di Rolando (così nella sbobina), la biforcazione in ramo superiore e ramo inferiore.

Vascolarizza circa 2/3 dell’emisfero cerebrale. L’origine dell’ACM è sede frequente di trombosi: l’occlusione completa determina la perdita di circa 2/3 del cervello, sia profondo che superficiale, visibile il giorno successivo all’ictus.

Quadri clinici

Occlusione del tronco dell’ACM

  • Emiplegia facio-brachio-crurale controlaterale.
  • Afasia globale se è colpito l’emisfero dominante per il linguaggio (sinistro) — vedi Afasie.
  • Emianestesia, se rilevabile.

Ramo superiore

Sintomatologia più sfumata:

  • emiparesi a prevalenza facio-brachiale rispetto a quella crurale;
  • componente afasica di tipo espressivo, non globale: afasia anteriore (Afasia di Broca).

⚠️ La sbobina riporta anche una “emi-anopsia sicuramente della componente afasica”, frase non interpretabile con certezza.

Ramo inferiore

  • Componente prevalentemente sensitiva: emianestesia, con lieve emiparesi.
  • Emianopsia, per il coinvolgimento delle radiazioni ottiche che passano sotto i ventricoli laterali.
  • Afasia posteriore (sensoriale, Afasia di Wernicke).

Segno dell’ACM iperdensa alla TC

Talora, nella TC eseguita entro poche ore dall’arrivo in PS, si può vedere direttamente la trombosi dell’ACM come iperdensità lungo la sua porzione orizzontale. Nell’esempio mostrato (paziente anziano con pregressa sofferenza ischemica, spazi liquorali ampi e ventricoli già dilatati) si vede anche un’area di densità diversa dal lato controlaterale che demarca la regione anatomica attesa. È utile correlare la semeiotica clinica con quella radiologica.

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