Frattura di Clavicola

Epidemiologia ed eziologia

  • È il 3% delle fratture dell’adulto, più comune nei giovani.
  • Nella stragrande maggioranza dei casi è legata all’attività sportiva o a traumi da impatto: cadute in moto o in bicicletta, lotta greco-romana.
  • Un incidente in moto ha spesso la frattura di clavicola come lesione collaterale, non principale: sono pazienti da valutare a 360°.

Radiografia di frattura della clavicola sinistra dopo un incidente stradale. Fonte: Wikimedia Commons, Majorkev, CC BY 3.0.

Lussazione acromion-claveare

Con un trauma in compressione è frequente la lussazione dell’articolazione tra clavicola e acromion, soprattutto nei rugbisti. Esiste la classificazione di Rockwood delle lussazioni acromion-claveari.

Fratture a rischio

Rare, ma possibili:

  • lesione dell’arteria succlavia: sanguinamento imponente; se c’è un tramite con il polmone è un’emergenza chirurgica;
  • lesione dell’apice polmonare;
  • lesione del plesso brachiale.

Sono pazienti che arrivano in genere in shock e vengono indirizzati a un trauma center (es. Niguarda a Milano), il cui team leader è di solito un urgentista o, più spesso, un anestesista. Vedi Valutazione Neurovascolare nel Trauma di Spalla.

Classificazione di Allman

(Nella sbobina “Alman”.) Tre tipi in base alla sede: terzo intermedio, laterale, mediale.

  • Terzo intermedio: la sede di gran lunga più frequente. Storicamente non è mai stata operata e di solito guarisce da sola; negli ultimi anni si opera anche questa.
  • Estremo laterale: la più difficile da guarire, perché sono fratture sportive e coinvolgono legamenti e articolazione con l’acromion; a volte non guariscono.

Indicazioni chirurgiche

  • Fratture esposte (vale per tutte le ossa).
  • Lesioni vascolo-nervose: l’osso va stabilizzato perché la sutura vascolare o nervosa tenga; in emergenza si mette un fissatore esterno (Mezzi di Sintesi (Osteosintesi)).
  • Diastasi > 2,5 cm.
  • Fratture laterali: indicazione quasi obbligatoria, anche se composte.

Trattamento

  • Conservativo: tutore (bendaggio) a otto in posizione forzata, che tiene in trazione la clavicola. Serve a farla guarire con la lunghezza giusta: una guarigione in accorciamento altera la biomeccanica dell’articolazione scapolo-toracica.
  • Chirurgico nel bambino (sempre più frequente negli ultimi anni): TEN (Titanium Elastic Nail), fili in titanio precurvati che, facendo leva in più punti, danno stabilità rispettando la crescita.
  • Chirurgico nell’adulto: incisione e placca sulla frattura.

La rimozione dei mezzi di sintesi nella clavicola non è infrequente: il tessuto sovrastante è scarso e la placca può dare fastidio funzionale ed estetico.

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