Stabilizzatori della Spalla

Principio generale

In tutte le articolazioni si distinguono due tipi di stabilizzatori:

  • statici: non attivati, garantiscono stabilità passivamente;
  • dinamici: strutture muscolo-tendinee che stabilizzano attivamente durante il movimento.

Labbro glenoideo, schema in sezione trasversale: varianti morfologiche del labbro anteriore con la loro frequenza (triangolare 50%, arrotondato 20%, appiattito a virgola 7%, assente 3%, fissurato 15%, dentellato 8%). Fonte: Wikimedia Commons, RSatUSZ, CC BY-SA 3.0.

Stabilizzatori statici della spalla

  • Cercine glenoideo (labbro glenoideo): anello di tessuto cartilagineo-discale che circonda completamente la periferia della glena. Fa effetto ventosa sulla testa omerale e, essendo sopraelevato, fa da argine, aumentandone la stabilità.
  • Legamenti gleno-omerali: superiore, intermedio e inferiore (quest’ultimo detto anche legamento ad amaca).
  • Pressione negativa intra-articolare: contribuisce all’effetto ventosa. Per questo nella lesione di Bankart (lesione del cercine) si perde stabilità: l’argine non tiene più e si perde l’effetto ventosa (Lesioni di Bankart e Hill-Sachs).

Stabilizzatori dinamici della spalla

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