Struttura del Tendine

Funzione

La funzione primaria del tendine è trasmettere le forze di tensione generate dai muscoli, rendendo possibili il movimento e la stabilità articolare (vedi Tendini e Legamenti).

Unità osteo-muscolo-tendinea

I tendini sono interposti tra muscolo e osso; tutti i componenti dell’unità osteo-muscolo-tendinea sono in continuità tra loro:

  • Ventre muscolare (actina e miosina).
  • Giunzione miotendinea, dove il muscolo diventa tendine: sede fragile, in particolare nel tricipite surale medialmente (gemello mediale), dove avvengono prevalentemente le lesioni muscolo-tendinee (“tennis leg”, gamba del tennista). Molto frequente anche in medicina generale: richiede ecografia.
  • Tendine, con un corpo centrale e una parte terminale che si inserisce nell’osso tramite le fibre di Sharpey, nella zona detta Entesi.
  • Borsa di scorrimento, ricca di recettori, e tessuto adiposo, ancora più ricco.

Al cervello arrivano informazioni sull’entità della contrazione non solo dai fusi neuromuscolari ma anche dai recettori di Ruffini e di Pacini dislocati in queste strutture. Borsa e tessuto adiposo possono infiammarsi: molti dolori attribuiti a un’infiammazione del tendine originano in realtà da qui, e si finisce per curare un tendine che non ha alcun problema.

(Sezione espansa con: sbobina 22)

Istologia

Il tendine è composto da:

  • Componente cellulare (minima parte): tenociti e cellule progenitrici (tenoblasti).
  • Fibre collagene (97% tipo I).
  • Proteoglicani e GAG (glicosamminoglicani).
  • Strutture neurovascolari.

Nel tendine fisiologico tenociti e fibre collagene sono allineati in asse con la tensione a cui il tendine è sottoposto, come numerose cordicelle parallele.

Componente cellulare

  • Tenociti: fibroblasti specializzati organizzati in fasci longitudinali, in stretta vicinanza con le fibrille collagene. Sono le cellule principali del tessuto tendineo. Funzione principale: produzione della matrice extracellulare. Si riducono con l’età.
  • Tenoblasti: cellule precursori fusiformi, ricche di organelli citoplasmatici, ad elevata attività metabolica. Meno numerosi dei tenociti, si trasformano in tenociti al termine della maturazione e quando serve un ricambio cellulare.
  • Condrociti.

L’origine comune di queste cellule dalle staminali mesenchimali e il ruolo degli stimoli meccanici nella loro differenziazione sono trattati in Effetti del Carico Meccanico sul Tendine.

(Sezione espansa con: sbobina 22)

Componente extracellulare

  • Collagene: 86% (di cui tipo I 98%).
  • Proteoglicani: 1–5%.
  • Elastina: 2%. Per questo il tendine non è una struttura contrattile né estensibile, se non in misura minima: se lo si allunga, si rompe.
  • Decorina: < 1%.
  • Aggrecano: < 1%.
  • Altre proteine: < 1%.

(Integrazione da: sbobina 22)

Proteoglicani e idratazione

I proteoglicani, meno abbondanti del collagene, sono responsabili della viscoelasticità del tendine, che deve essere correttamente idratato. Sono ricchi di acido ialuronico, che lega l’acqua (isolato per la prima volta dal bulbo oculare). L’invecchiamento dei tessuti dipende anche dalla perdita di proteoglicani e acido ialuronico.

Durante la corsa il tendine d’Achille raggiunge già dopo 7–8 km una temperatura di 40–41 °C, per dispersione di energia elastica e frizione interna tra le fibre; se la temperatura sale ancora e si mantiene a lungo, le cellule tendinee muoiono. I tendini con più proteoglicani, e quindi più acqua, non raggiungono temperature così elevate.

Il rivestimento del tendine è trattato in Guaine Tendinee (Paratenonio e Guaina Sinoviale).

Organizzazione gerarchica

L’unità fondamentale è la fibrilla collagenica. Più fibrille formano la fibra collagene; più fibre formano un fascio primario; più fasci primari un fascio secondario; più fasci secondari un fascio terziario; i fasci terziari uniti costituiscono il tendine.

La zona di inserzione sull’osso è l’Entesi.

Vascolarizzazione

Sistemi intrinseci:

  • Giunzione osteotendinea: vasi provenienti dall’osso subcondrale, in comunicazione con i vasi periostali.
  • Giunzione miotendinea: dove il muscolo penetra tra le fibre tendinee (fino al terzo prossimale del tendine).

Sistema estrinseco: attraverso il paratenonio, vascolarizza la zona centrale del tendine. La maggior parte dei tendini tubulari lunghi, come il tendine d’Achille, deve a questo sistema la vascolarizzazione della porzione lontana dalle giunzioni. È sede di processi infiammatori molto frequenti.


(Integrazione da: sbobina 22) I vasi viaggiano nelle guaine di rivestimento, non all’interno del collagene: dall’osso e dal muscolo la vascolarizzazione intrinseca risale/scende solo per un tratto.

Nel tendine d’Achille esiste una zona di ipovascolarizzazione: arriva poco sangue, il tessuto è poco idratato e povero di proteoglicani, ripara con difficoltà e, se sovraccaricato, si lesiona. È il motivo delle rotture spontanee del tendine d’Achille in alcuni sportivi (es. calciatori) (vedi Rottura del Tendine d’Achille).

Adattamento all’esercizio

Gli effetti di carico basso, eccessivo e moderato sono trattati in Effetti del Carico Meccanico sul Tendine.

L’esercizio fisico:

  • aumenta la produzione di collagene maturo;
  • aumenta densità e diametro delle fibrille collagene;
  • provoca il rilascio di fattori di crescita (GF) e citochine;
  • aumenta il turnover della matrice extracellulare.

Un esercizio con carichi corretti aumenta quindi la resistenza del tendine alle sollecitazioni meccaniche.

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