Tendinopatia Achillea

Anatomia patologica

Il tendine d’Achille fisiologico è uniforme, sottile, “asciutto”. Nella tendinopatia può diventare anche tre volte più grande: il tessuto degenerativo depositato nel tempo è visibile a occhio nudo.

Patogenesi

Ogni riparazione tissutale (cute, muscolo, tendine) produce tessuto fibroso cicatriziale, collagene III a organizzazione amorfa. In questi pazienti la riparazione avviene ripetutamente, in risposta a uno stimolo flogistico continuo, e il tessuto si deposita in eccesso fino a raggiungere un volume consistente. È un processo cronico.

Il triangolo di Kager viene completamente obliterato.


(Integrazione da: sbobina 22) Il tendine sano misura circa 0,5 cm e nella tendinopatia importante può arrivare a 2 cm (vedi Effetti del Carico Meccanico sul Tendine). La zona di ipovascolarizzazione del tendine (vedi Struttura del Tendine) ripara con difficoltà: secondo la sbobina 22 questa tendinopatia non inserzionale deriva da una fallita risposta riparativa e non ha origine infiammatoria, per cui i FANS non sono indicati.

Epidemiologia

Tipica dei corridori e delle persone in sovrappeso: il paziente-tipo è chi corre per perdere peso.

Terapia

Si può trattare conservativamente, ma può richiedere la chirurgia.


(Integrazione da: sbobina 07) Chirurgicamente, come per il tendine rotuleo, si eseguono scarificazioni verticali del tendine. Le rotture richiedono invece la tenorrafia (vedi Rottura del Tendine d’Achille).


(Integrazione da: sbobina 22) Conservativamente: esercizio eccentrico secondo il protocollo di Alfredson → Esercizio Eccentrico nelle Tendinopatie.

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