Antigeni Tumorali
Antigeni riconosciuti dai linfociti T sulle cellule tumorali, con immunogenicità crescente dal primo all’ultimo tipo:
- Antigeni tessuto-specifici (es. tirosinasi nei melanomi).
- Antigeni di differenziamento tumorale (es. mesotelina).
- Antigeni della linea germinale (es. MAGE).
- Antigeni con modifiche post-traduzionali.
- Antigeni mutati (“driver mutations”).
- Antigeni virali (HPV, EBV).
Classificazione TSA / TAA
(Sezione espansa con: sbobina 223-227)
TSA — Tumor Specific Antigens
Espressi solo dalle cellule tumorali, derivano da mutazioni in geni che codificano proteine mutate o troncate. Assenti nelle cellule sane: sono i veri antigeni non-self.
TAA — Tumor Associated Antigens
Antigeni normali che diventano immunogenici per espressione anomala. Tre sottocategorie:
- Antigeni normali iper-espressi → es. recettori per fattori di crescita amplificati (EGF-R nel carcinoma mammario).
- Antigeni differenziativi espressi in sede ectopica → es. cellula epiteliale metastatica che nelle ossa esprime ancora antigeni epiteliali.
- Antigeni oncofetali → proteine espresse normalmente solo nello sviluppo fetale e riattivate nel tumore adulto (α-fetoproteina nel carcinoma epatico, CEA nei carcinomi intestinali). Spesso solubili nel sangue → usati come marcatori tumorali diagnostici.
Antigeni di origine virale
Alcuni virus oncogeni (HPV, EBV, HBV, HTLV) integrano il genoma nelle cellule ospiti: le proteine virali espresse diventano antigeni non-self e possono indurre trasformazione neoplastica o una risposta anti-virale (a volte inefficace nel controllare il tumore).
🔗 Collegamenti
- Checkpoint Inhibitors — ⬆️ i neoantigeni rendono il tumore aggredibile
- Immune-editing — 🔗 l’immunogenicità determina eliminazione vs escape
- Vaccini Antitumorali — 🔗 antigeni usati come bersaglio vaccinale
- Marcatori Tumorali — 🔬 gli antigeni oncofetali solubili (AFP, CEA) come marcatori
- Risposta Immunitaria Antitumorale — ⬇️ riconosciuti dagli effettori immunitari