Nutrizione e Tumori

Il rapporto tra alimentazione e tumori si legge in due direzioni: come la nutrizione influenza l’insorgenza del tumore (cancerogenicità o prevenzione) e come il tumore influenza la nutrizione del paziente (vedi Cachessia Neoplastica).

Studiare con precisione questo rapporto è difficile: è arduo isolare i singoli principi attivi dei cibi, ogni individuo ha un microbiota diverso e l’interazione fra nutrienti e metabolismo tumorale è complessa. L’unico fattore di rischio nutrizionale scientificamente dimostrato e modificabile resta l’obesità (vedi Obesità e Rischio Tumorale).

Dieta, ambiente e incidenza

L’incidenza dei tumori varia con la dieta e l’ambiente, più che con la genetica:

  • Gli africani emigrati negli USA sviluppano i tumori tipici degli americani, non più quelli legati alle aflatossine.
  • In Giappone la riduzione del consumo di pesce salato ha dimezzato i tumori gastrici.
  • I giapponesi emigrati negli USA sviluppano più frequentemente tumore del colon-retto rispetto a chi è rimasto in patria.

Nutrienti e metabolismo tumorale

Le cellule tumorali hanno un metabolismo molto attivo e ipercaptano nutrienti dalla dieta: glucosio e fruttosio (glicolisi), acidi grassi e lipoproteine (energia e membrane), amminoacidi (sintesi proteica ed energia). Il meccanismo metabolico è trattato in Metabolismo della Cellula Tumorale (Effetto Warburg).

Ogni tumore ha preferenze metaboliche diverse: i tumori della mammella sono molto avidi di glucosio e crescono in ambienti ricchi di tessuto adiposo. Questo apre la possibilità di interventi dietetici mirati (es. dieta povera di carboidrati nei tumori glucosio-dipendenti), che però possono solo supportare chemioterapia e radioterapia, non sostituirle.

Sostanze cancerogene alimentari

Alcune sostanze alimentari inducono mutazioni; l’effetto cancerogeno dipende da dose e durata dell’esposizione.

SostanzaFonteEffetto
Aflatossina B1Fungo Aspergillus flavus su cereali, legumi, spezie, frutta seccaMutazioni del gene p53epatocarcinoma (soprattutto Africa/Asia, in sinergia con HBV/HCV); mutageno generico
NitrosammineDerivati di nitrati/nitriti usati come conservantiMutageni
Composti azoiciColoranti alimentari sinteticiMutageni

Carne rossa processata (bacon, wurstel, salumi) cotta ad alte temperature produce composti cancerogeni (idrocarburi policiclici aromatici, ammine eterocicliche). Non è la carne rossa in sé quanto il tipo di processamento. Il consumo associato a rischio aumentato è di circa 50 g/die, ed è correlato in particolare al tumore del colon-retto.

L’alcol è un altro fattore cancerogeno alimentare, trattato in Alcol e Rischio Tumorale.

Prevenzione

Fibre e microbiota

Più fibre e meno grassi potrebbero prevenire i tumori; è difficile dimostrarlo, ma esistono ipotesi fisiopatologiche plausibili:

  • ↑ Massa fecale → ↓ tempo di contatto tra sostanze potenzialmente cancerogene e mucosa intestinale.
  • Una dieta ricca di grassi aumenta gli acidi biliari, che modificano la flora batterica e possono influenzare la cancerogenicità del colon.
  • Le fibre favoriscono un microbiota più equilibrato, con possibile effetto protettivo.

Polifenoli

I polifenoli (molecole vegetali antiossidanti) potrebbero avere effetto anticancro, ma sono difficili da studiare perché ogni persona li assorbe e metabolizza diversamente. Composti più studiati:

  • Acido ellagico: dimostrata azione anticancro.
  • Isoflavoni della soia: nelle popolazioni asiatiche riducono il rischio di tumore alla prostata. L’effetto dipende dal metabolita attivo, l’equolo, che non tutti producono allo stesso modo.

Il resveratrolo del vino rosso è trattato in Resveratrolo e Sirtuine.

L’unica certezza dimostrata è che evitare l’obesità riduce significativamente il rischio di tumori; il resto (fibre, polifenoli, antiossidanti) può contribuire ma non in modo garantito.

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