Approccio al Paziente con DCA
Consapevolezza e riconoscimento
In generale il paziente sa di avere il problema. Accorgersene non è sempre facile, perché molte pazienti sono normopeso e hanno un funzionamento sociale conservato.
Segno di Russell sulle nocche dell’indice e dell’anulare. Fonte: Wikimedia Commons (Kyukyusha, pubblico dominio).
Differenze tra bulimia e anoressia
- Bulimia: molto più egodistonica. La paziente non vuole la patologia (si abbuffa e vomita), quindi le proposte terapeutiche sono accettate molto meglio. Meno evidente dall’esterno, ma quando emerge la paziente spesso desidera opzioni terapeutiche (vedi Bulimia Nervosa).
- Anoressia: più manifesta, con una paziente spesso ambivalente verso la propria psicopatologia (il peso è “come un figlio”, vedi Anoressia Nervosa).
Come proporre la cura
La paziente va confrontata in modo molto rispettoso ed empatico, come ogni paziente, ma con un’attenzione aggiuntiva nell’anoressia, perché le si sta comunicando che “si deve liberare del proprio figlio”. Le proposte devono essere rispettose, gentili e non insistenti: sono pazienti con un controllo molto forte che, se spinte troppo, reagiscono volendo riprendere il controllo e fare come dicono loro (vedi Controllo e Discontrollo nei DCA).
TSO nei DCA
Nell’anoressia a volte è necessario un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), perché le condizioni mediche sono così scadenti che non si può fare altrimenti; nella bulimia non succede praticamente mai, salvo alcuni casi.
Criteri
- Necessità di cure urgenti, per motivazioni psicopatologiche (non per altri tipi di motivazioni che possono far rifiutare il trattamento medico).
- Rifiuto del paziente di sottoporsi alle cure.
- Cure che possono essere eseguite solo in ambito ospedaliero.
Quando
Si tratta di pazienti molto gravi, con BMI 11-10-9, in cui i sintomi cognitivi sono tanto intensi da far pensare a un problema di natura cognitiva: la polarizzazione su cibo e forme del corpo è estrema, sostenere una conversazione diventa difficile, le risposte sono estremamente rigide e le pazienti sono poco accessibili clinicamente. Se la persuasione fallisce, il TSO resta l’unica opzione, perché le pazienti sono suicidarie o perché le condizioni mediche rendono troppo rischioso farle tornare a casa.
Il dibattito
Il TSO nell’anoressia è dibattuto: essendo una patologia del controllo, il trattamento obbligatorio comporta una perdita totale del controllo stesso. Quando però la paziente è a rischio di vita, non si può fare altrimenti.
🔗 Collegamenti
- Anoressia Nervosa — 💊 gestione
- Bulimia Nervosa — 💊 gestione
- Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) — 💊 trattamento nei casi gravi
- Controllo e Discontrollo nei DCA — 🔗 reazione alla pressione terapeutica
- Prognosi dei DCA — ➡️ esito dell’intervento
- Il Colloquio Psichiatrico — 🔗 relazione con il paziente