Anoressia Nervosa

Definizione

Consiste sostanzialmente in un’Eccessiva Valutazione del Peso e delle Forme del Corpo con introito alimentare fortemente ridotto e sottopeso (BMI < 18,5). È la forma di esordio tipica dello spettro alimentare, nella seconda adolescenza (vedi Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione).

Sottotipi

  • Restrittivo (senza abbuffate): abbuffate e vomito assenti.
  • Con abbuffate/condotte di eliminazione (binge-purging): presenti abbuffate e vomito (o lassativi, diuretici), in sottopeso. Sopra BMI 18,5 lo stesso quadro è una Bulimia Nervosa.

Criteri diagnostici DSM-5

Caratteristiche cliniche

  • Punto di partenza tipico: il peso normale basso (BMI circa 19), per predisposizione genetica all’insulino-sensibilità (vedi Eziopatogenesi dei DCA).
  • Laboratorio: transaminasi elevate, possibili pancreatiti e amenorrea centrale (vedi Sindrome da Malnutrizione).
  • Disturbo egosintonico, più manifesto della bulimia. Le pazienti sono molto ambivalenti verso la patologia: il peso è per loro come un figlio, da preservare con tutte le forze, anche se si rendono conto di non poter andare avanti così, sia per motivi medici sia per la qualità di vita distrutta (vedi Approccio al Paziente con DCA).
  • Nei casi più gravi (BMI 9–11) i sintomi cognitivi sono tanto intensi da far pensare a un problema di natura cognitiva, e può rendersi necessario un TSO.

Mortalità e prognosi

  • Mortalità dello 0,51% all’anno, metà per complicanze internistiche e metà per suicidio; è la principale causa di morte negli adolescenti dopo gli incidenti stradali (vedi Epidemiologia dei DCA, Complicanze Mediche e Cause di Morte nei DCA).
  • A 5 anni circa il 50% dei disturbi anoressici si risolve, anche indipendentemente dalla terapia; circa il 5% va incontro a morte.
  • Il sottotipo binge-purging è un fattore prognostico negativo; l’assenza di abbuffate e condotte di eliminazione è un fattore positivo (vedi Prognosi dei DCA).

Neurobiologia

Secondo alcuni autori nell’anoressia vi sarebbe un eccessivo controllo top-down (iperfunzionamento della corteccia prefrontale dorsolaterale), ipotesi finora senza conferme (vedi Neurobiologia dei DCA).

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