Gestione del Discontrollo Pulsionale in Pronto Soccorso

In Pronto Soccorso bisogna stare molto attenti al Discontrollo Pulsionale, che si presenta in tre situazioni tipiche.

Le tre situazioni

  • Abuso di sostanze. Il rapporto di realtà è perduto, il discontrollo è massimo e il paziente fa fatica a elaborare qualsiasi cosa. Il comportamento può arrivare a sputi, calci e insulti, con rischio di fare male a sé e ad altri e di distruggere. È la situazione più a rischio per un paziente bipolare e questi pazienti vengono contenuti fisicamente (vedi Disturbo Bipolare e Abuso di Sostanze).
  • Paziente demente. Anche persone molto anziane e minute, in fase avanzata di demenza, danno calci e creano situazioni in cui gli infermieri si trovano in difficoltà; si perde totalmente la possibilità di controllare l’impulso e non si riesce a entrare in relazione con il paziente.
  • Episodio maniacale. A volte si riesce a entrare in relazione, soprattutto se non si è in fase psicotica acuta. Non vale però sempre: in caso di disturbo della coscienza nessuno riesce a entrare in contatto con la persona (vedi Disturbi della Coscienza dell’Io).

Condotta terapeutica sotto sostanze

Se un paziente ha assunto sostanze — identificabili con certezza in fase acuta — non si può somministrare nessun farmaco: si rischia di mandarlo in arresto cardiaco o di causargli danni permanenti. Si può ricorrere alla contenzione fisica e a piccole dosi di Tavor 4 mg.

Il Tavor è una benzodiazepina che funziona bene e può essere dato in condizioni di disturbo psicomotorio; se ne somministra metà dose per non rischiare di fare male.


(Integrazione da: sbobina 15)

Il caso tipico sono i giovani che arrivano in PS il sabato sera ubriachi e soprattutto sotto l’effetto di sostanze. Dare farmaci è molto difficile perché non si sa con certezza cosa abbiano assunto: il paziente non lo dice, o non dice tutto, e gli esami del sangue e delle urine richiedono tempo.

  • La polizia invia settimanalmente un report sulle nuove sostanze trovate in commercio.
  • Il centro Niguarda esegue test sulla compatibilità tra i farmaci e queste sostanze e sull’eventuale presenza di antidoti, e invia le informazioni agli altri ospedali.

Di solito quindi non si dà nulla se non poche benzodiazepine e si preferisce la Contenzione Fisica, per proteggere la salute del paziente ed evitare problemi legali: in questo tipo di pazienti si sono verificati casi di arresto cardiaco dopo somministrazione di antipsicotici come Talofen o Serenase.


(Integrazione da: sbobina 22)

Gli abusatori che arrivano in PS sono spesso poliabusatori, di sostanze spesso sintetiche: in questi casi non si danno MAI neurolettici/antipsicotici come l’aloperidolo (Serenase), perché i pazienti possono morire (è successo a Niguarda). Le nuove sostanze sono talmente tante e in continua uscita che nemmeno il centro antiveleni di riferimento riesce a conoscerle tutte. Di fronte a un paziente agitato la raccomandazione è quindi la contenzione fisica associata a Benzodiazepine (2 fiale i.m. di lorazepam/Tavor da 4 mg), anche se spesso non si riesce comunque a calmarlo (vedi Cocaina e Amfetamine).

⚠️ Indicazioni del docente

  • La prof non somministra nemmeno il Tavor, perché il rischio di danneggiare il paziente è alto (non si sa cosa abbia in corpo): attende che l’intossicazione passi — tre o quattro ore sono di solito sufficienti — prima di agire farmacologicamente.

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