Vaccine Hesitancy

Definizione

La vaccine hesitancy (“esitazione vaccinale”) è un’esitazione, una riluttanza, un ritardo o un rifiuto completo nel ricevere la vaccinazione. L’OMS la considera uno dei maggiori problemi sanitari da affrontare nei prossimi anni, tra le prime 10 criticità insieme all’antibiotico-resistenza (Priorità e Sfide della Sanità Pubblica).

Il fenomeno ha diverse sfumature: va dall’indecisione (anche momentanea o limitata a un tipo di vaccino) all’incertezza, al semplice ritardo nel seguire il calendario delle dosi, fino alla vera riluttanza.

Sottopopolazioni

  • Cospiratori: vedono nel vaccino una cospirazione (es. il “5G” durante il Covid), un vantaggio per le aziende farmaceutiche o per i poteri. Hanno troppe false conoscenze: convincerli è molto difficile e spesso il tentativo è inutile.
  • Poco informati (vaccine uninformed): non hanno informazioni sufficienti per decidere. Si agisce con un’informazione corretta e puntuale, basata su dati sicuri e verificati.
  • Esitanti (vaccine hesitant): hanno la propensione a vaccinarsi ma mancano le condizioni necessarie (“sono incerto”, “devo rimandare”, “rimando e non lo faccio più”). Per loro bisogna pianificare bene la vaccinazione. La campagna si basa sulla gratuità: i vaccini rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e devono essere garantiti gratuitamente.

Evoluzione e ruolo dei social media

L’esitazione vaccinale si sta espandendo ed evolve spesso verso il rifiuto. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha mostrato una correlazione tra aumento dell’esitazione e aumento dell’uso dei social media: con i social è aumentata l’informazione, ma anche la disinformazione. Le fake news peggiorano la comunicazione e l’educazione sui vaccini e portano a convinzioni non corrette dal punto di vista scientifico.

Esempio: la campagna di vaccinazione anti-HPV in Giappone ha subito per anni un crollo delle adesioni, fino ad azzerare i dati di immunizzazione, anche per il mancato sforzo delle istituzioni per impedirlo. Questo strascico epidemiologico è considerato un fattore molto importante nella riemersione del tumore della cervice uterina.

Fattori associati

Da uno studio recente, centrato sulla vaccinazione in epoca pandemica ma applicabile a qualsiasi proposta vaccinale:

  • Fattori demografici: etnia, età, genere, gravidanza, livello di istruzione, attività lavorativa.
  • Accessibilità economica: in Italia la sanità pubblica è gratuita e i vaccini rientrano nei LEA, ma in altri contesti il costo è una barriera.
  • Accessibilità geografica e cronologica: le decisioni delle autorità territoriali sono fondamentali, soprattutto per la popolazione pediatrica. Un centro vaccinale aperto in orari incompatibili con il lavoro dei genitori o difficile da raggiungere abbassa la probabilità di vaccinare i bambini.
  • Responsabilità personale e rischio: rischio percepito nei confronti del vaccino e percezione della malattia infettiva da cui protegge.
  • Misure precauzionali da osservare per arrivare alla decisione di vaccinarsi.
  • Fiducia nelle autorità, nell’utilità del vaccino e autorevolezza delle istituzioni.
  • Idee chiare su sicurezza ed efficacia dei vaccini: chi non le conosce è più propenso a esitare (Efficacia dei Vaccini).
  • Mancanza di informazioni vere o disinformazione.

(Integrazione da: sbobina 06) Come convincere i dubbiosi sulle sequele dei vaccini: il rischio di effetti avversi è molto basso, e la valutazione del rischio va fatta soprattutto sul piano collettivo più che individuale (Herd Immunity). Per recuperare i genitori esitanti la Legge 119-2017 (Decreto Vaccini) prevede un percorso di recupero con comunicazione aperta; tra gli interventi utili ci sono counseling ed educazione (Strategie per Incrementare le Coperture Vaccinali).

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