Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale (PNPV)

Calendario vaccinale italiano. Fonte: Wikimedia Commons, «Italy Vaccination Chart.jpg» (EmmaHeiden; CC BY-SA 4.0).

Definizione

Il PNPV è il piano organizzativo delle vaccinazioni garantite sul territorio nazionale. Le vaccinazioni rispondono a piani e politiche che derivano da indicazioni globali, si allineano a piani d’azione europei (es. l’Agenda Europea 2030 per l’immunizzazione) ed entrano infine nel più generale Piano Nazionale della Prevenzione.

Durata

Il piano attuale è il PNPV 2023-2025, che sostituisce il precedente piano 2017-2019, prorogato fino al 2023 senza modifiche. La durata definita è una caratteristica fondamentale del piano, con la possibilità di una proroga fino alla presentazione del piano successivo.

Agenda Europea 2030 per l’immunizzazione

Fornisce i requisiti che il piano deve garantire. Tra i cardini:

  • Riduzione di mortalità e morbilità di tutte le malattie prevenibili da vaccino: devono essere oggetto di un piano vaccinale e le vaccinazioni devono entrare nell’assistenza sanitaria di base.
  • Equità: accesso a tutti i vaccini esistenti indipendentemente da età, identità di genere o condizione geografica. Centralità della persona, tenendo conto del contesto del singolo Paese con un’analisi del rischio basata su dati ed evidenze documentabili; vanno considerati anche i piani nazionali dell’innovazione e della ricerca.
  • Cure primarie: contributo indispensabile per garantire tassi di copertura che assicurino l’immunizzazione della popolazione. I tassi di copertura vanno mantenuti e valutati sempre in un’ottica di prevenzione collettiva (Coperture Vaccinali in Italia).

Piano e calendario

Il PNPV 2023-2025 parla per la prima volta della necessità di un Calendario Vaccinale al passo con le evidenze scientifiche e le innovazioni, distinto dal piano: il calendario accompagna il piano invece di esserne contenuto, così da essere facilmente aggiornabile (es. introduzione immediata di un nuovo vaccino in base a necessità e disponibilità).

Oltre all’offerta attiva e gratuita per fascia d’età, il piano individua le categorie per cui si definisce un rischio e si declinano le vaccinazioni raccomandate (Vaccinazioni per Categorie a Rischio):

  • rischio per condizione medica;
  • rischio per esposizione professionale;
  • rischio legato a eventi occasionali;
  • rischio dovuto a vulnerabilità sociali ed economiche.

Obiettivi

  • Mantenere lo status polio-free (Eradicazione Globale della Poliomielite).
  • Raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia (Controllo, Eliminazione ed Eradicazione).
  • Rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV-correlate.
  • Raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target, rafforzando governance, reti e percorsi di prevenzione vaccinale.
  • Promuovere interventi vaccinali nei gruppi ad alto rischio per patologia, con un approccio centrato sulle esigenze del cittadino/paziente.
  • Ridurre le disuguaglianze, con azioni per gruppi difficilmente raggiungibili e/o con bassa copertura.
  • Completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali regionali e mettere a regime l’anagrafe vaccinale nazionale. Fino a poco tempo fa l’anagrafe era manuale e cartacea: non permetteva di ricostruire le protezioni vaccinali dei singoli né di conoscere lo stato immunitario della popolazione. L’obiettivo è raggiunto in alcune regioni, in altre resta una criticità.
  • Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili da vaccino (soprattutto infettive): oltre a istituire una vaccinazione bisogna controllarne gli esiti, sorvegliando eventi sentinella che potrebbero compromettere l’intero programma e verificando che l’incidenza si riduca davvero, tramite monitoraggio e notifica (Sorveglianza Epidemiologica, Notifica delle Malattie Infettive).
  • Rafforzare la comunicazione in ambito vaccinale: nel periodo pre-piano (epoca pandemica) la comunicazione ha mostrato criticità; comunicazione scorretta e disinformazione determinano coperture insufficienti e favoriscono l’esitazione (Vaccine Hesitancy).
  • Promuovere tra i professionisti sanitari la cultura della vaccinazione e la formazione in vaccinologia: individuati specifici corsi di laurea a cui fornire formazione dedicata, con contenuti minimi definiti.

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