Dimensione Ottimale dell’Ospedale e Volumi-Esiti

Nessuna dimensione ottimale definitiva

Si è portati a pensare che i costi di gestione diminuiscano al crescere delle dimensioni (economia di scala), ma i moltissimi studi sulla dimensione ottimale di un ospedale non hanno dato risultati definitivi.

  • I dati mostrano diseconomie di scala per ospedali con < 200 posti letto (che dovrebbero essere chiusi) e con > 600 posti letto.
  • Nessuno è riuscito a trovare un numero di posti letto ottimale.

La dimensione ottimale dipende dai bisogni sanitari della popolazione servita e da quante strutture alternative sono presenti nello stesso territorio.

Volumi ed esiti

L’unica cosa certa è che più volte si fa una cosa, meglio la si sa fare. Nel secolo scorso, negli Stati Uniti, Codman e altri iniziarono a studiare:

  • quante volte una persona deve fare una cosa per poter dire di saperla fare bene;
  • la necessità che tutti gli ospedali attivino sistemi di valutazione della qualità.

Gli standard sui volumi minimi sono stati recepiti in Italia dal DM 70 del 2015 (Standard Ospedalieri).

Fusioni e qualità

  • La fusione di ospedali simili riduce certamente i costi: evita l’eccesso di offerta e la duplicazione dei servizi.
  • Grandi ospedali non hanno necessariamente esiti migliori, ma l’esito delle cure è sicuramente migliore se si introducono programmi strutturati di miglioramento della qualità.
  • Non è ancora chiaro l’impatto sugli esiti della disponibilità dei servizi di supporto (cure intensive, diagnostica, alte specialità).

Quanti ospedali chiudere

Analisi con in ascissa i posti letto e in ordinata il numero di specializzazioni. La prima definizione di ospedale corrisponde a 0–4 specializzazioni (vedi Definizione di Ospedale e Posto Letto). Nella prima colonna, circa 150 ospedali si potrebbero chiudere subito, perché hanno meno di 4 specializzazioni e meno di 200 posti letto. Potrebbero diventare strutture a medio-bassa assistenza sul territorio, liberando posti letto e recuperando personale (vedi Dall’Ospedale al Territorio).

Vincoli

  • Geografia: l’Italia è fatta di due grandi isole, catene montuose, laghi e colline; la popolazione non può percorrere 50 km per trovare un ospedale. La chiusura deve tenere conto del territorio, il che però non significa tenerli tutti.
  • (non trattato nell’a.a. corrente) Bacino d’utenza (es. Milano): alcuni ospedali non si possono toccare perché il loro PS gestisce un determinato bacino, altri perché drenano aree in cui il primo ospedale vicino è lontano (es. il San Carlo drena un’area in cui il primo ospedale più vicino è a Magenta): andrebbero mantenuti anche con tantissimi posti letto. Si può però creare una rete di ospedali (vedi Modello Hub e Spoke).

(Integrazione da: sbobina 18)

I dati italiani sui volumi

Il Piano Nazionale Esiti (PNE) documenta volumi insufficienti in molte strutture italiane: vedi Colecistectomia Laparoscopica, Punti Nascita e Taglio Cesareo e Volumi di Chirurgia Oncologica e Breast Unit.

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