Ipertensione Polmonare
Si definisce quando la pressione arteriosa polmonare media è ≥ 25 mmHg a riposo.
Lesione plessiforme nell’ipertensione polmonare. Fonte: Wikimedia Commons (Image contributed by Bulent Celasun, MD, CC BY-SA 2.0).
Classificazione (OMS, 5 gruppi)
In base ai meccanismi sottostanti:
- Ipertensione arteriosa polmonare: malattie che influiscono principalmente sulle piccole arterie muscolari polmonari;
- Secondaria a insufficienza del cuore sinistro;
- Associata a malattie del polmone o a ipossiemia;
- Tromboembolica;
- Su base multifattoriale.
Patogenesi
Le cause più frequenti per gruppo:
- Malattie autoimmuni (gruppo 1): soprattutto la sclerodermia, che interessa circolo e/o interstizio polmonare aumentando la resistenza vascolare;
- Cardiopatie congenite o acquisite (gruppo 2): es. stenosi mitralica → aumento della pressione atriale sinistra e venosa polmonare, trasmesso al lato arterioso del circolo;
- BPCO o pneumopatie interstiziali (gruppo 3): obliterazione dei capillari alveolari → aumento della resistenza al flusso;
- Apnee notturne ostruttive (gruppo 3): associate a obesità e ipossiemia;
- Tromboembolie ricorrenti (gruppo 4): amputazione del letto vascolare polmonare → aumento delle resistenze;
- Idiopatica: rara, diagnosi di esclusione. Fino all’80% ha in realtà una base genetica, con forma familiare a ereditarietà autosomica dominante a penetranza incompleta; più frequente nelle donne di 20-40 anni.
BMPR2 (recettore 2 della proteina morfogenetica dell’osso): mutazione inattivante nel 75% dei casi familiari e nel 25% degli sporadici. È una proteina di superficie della superfamiglia dei recettori del TGFβ, che lega TGFβ, BMP, attivina e inibina. Il segnale BMP-BMPR2 è importante per embriogenesi, apoptosi, proliferazione e differenziazione cellulare. L’aploinsufficienza di BMPR2 porta a disfunzione e proliferazione delle cellule endoteliali e muscolari lisce dei vasi, con ispessimento e occlusione vascolare polmonare. La malattia si manifesta solo nel 10-20% dei soggetti mutati: serve un ulteriore danno genetico o ambientale.
Quadro clinico
Segni e sintomi diventano evidenti solo nella fase avanzata. Nella forma idiopatica l’esordio è con dispnea e affaticamento, talvolta dolore toracico anginoso; con il tempo si verificano grave difficoltà respiratoria, cianosi, ipertrofia ventricolare destra e morte da cuore polmonare scompensato (spesso complicato da tromboembolia e polmonite) in 2-5 anni nell’80% dei pazienti.
Morfologia
Tutte le forme si associano a ipertrofia mediale delle arterie elastiche e muscolari polmonari, aterosclerosi dell’arteria polmonare e ipertrofia ventricolare destra.
- Casi più gravi: depositi ateromatosi nell’arteria polmonare e nelle branche principali, simili all’aterosclerosi sistemica ma di grado minore;
- Le arteriole e le piccole arterie (40-300 μm) sono le più interessate, con spiccata ipertrofia della tonaca media e fibrosi intimale;
- Lesione plessiforme: condizione estrema, con formazioni capillari a ciuffo a pareti sottili che circondano i lumi delle piccole arterie e possono estendersi all’esterno dei vasi. Evidente nell’ipertensione idiopatica e familiare (gruppo 1), nella cardiopatia congenita con shunt sinistro-destro non corretta (gruppo 2) e nelle forme associate a HIV e farmaci (gruppo 1).
Terapia
Dipende dalla causa sottostante:
- Malattia secondaria: terapia diretta al fattore scatenante (es. malattia tromboembolica o ipossiemia);
- Gruppo 1 o malattia refrattaria di altri gruppi: vasodilatatori, con successo variabile;
- Trapianto.
🔗 Collegamenti
- Embolia e Infarto Polmonare — ⬆️ tromboembolie ricorrenti (gruppo 4)
- COPD — ⬆️ BPCO (gruppo 3)
- Interstiziopatie — ⬆️ pneumopatie interstiziali (gruppo 3)
- Circolazione Polmonare — 🔗 circolo arterioso polmonare