Linfoma di Hodgkin Classico (Varianti e Immunofenotipo)
Rappresenta il 95% dei linfomi di Hodgkin. È definito dai tratti istologici generali (poche cellule neoplastiche in un ricco background infiammatorio) e da un immunofenotipo caratteristico.
Immunofenotipo
- CD30+ e CD15+ con espressione quasi costante. Il CD15 (marcatore tendenzialmente di linea granulocitaria) è molto raro negli elementi B e T: la coespressione CD30/CD15 da sola basta a riconoscere un linfoma di Hodgkin classico.
- CD20 non espresso o espresso a bassissima intensità (antigene B per eccellenza).
- CD79a non espresso.
- PAX5 espresso a bassa intensità.
- CD45 (antigene comune leucocitario, che marca normalmente tutti i linfociti T e B) negativo nelle cellule neoplastiche: marcatore utile.
- Ricca quota infiammatoria in cui i linfociti T circondano le cellule atipiche, per effetto del legame PD-1 → PD-L1 (vedi Patogenesi del Linfoma di Hodgkin Classico).
La negatività dei marcatori B alle prime immunocolorazioni mise in difficoltà gli ematopatologi degli anni ‘80-‘90, che per l’espressione del CD30 arrivarono a pensare a una variante di linfoma T anaplastico (vedi Linfoma a Grandi Cellule Anaplastiche (ALCL)).
Varianti istologiche
- Sclerosi nodulare: la più frequente. Il corteo infiammatorio evoca una sclerosi tissutale che conferisce ai linfonodi la consistenza dura tipica del linfoma di Hodgkin.
- Cellularità mista.
- Ricca in linfociti.
- Deplezione linfocitaria: la meno frequente ma la più rilevante prognosticamente; forma più aggressiva, osservata soprattutto nei pazienti immunodepressi. La massa è costituita prevalentemente da cellule neoplastiche, con poco infiltrato infiammatorio.
Caratteristiche cliniche
- Molto comune in giovani e giovani adulti.
- Esordio per lo più con coinvolgimento linfonodale sovradiaframmatico (cervicale, ascellare, mediastinico); milza e midollo sono coinvolti solo nelle fasi avanzate.
- La variante a deplezione linfocitaria predilige il sesso maschile e può coinvolgere linfonodi più profondi.
- Associazione variabile con EBV in tutte le varianti, soprattutto nella deplezione linfocitaria (tipica degli immunodepressi).
- Non infrequenti i sintomi alla diagnosi, soprattutto prurito, febbre e perdita di peso (vedi Sintomatologia dei Disordini Linfoproliferativi).
Imaging

Le raffigurazioni della classificazione WHO mostrano l’adenopatia mediastinica caratteristica del linfoma di Hodgkin, più raramente del linfoma B primitivo del mediastino. Tra le due entità esistono sovrapposizioni biologiche e un sottogruppo borderline (vedi Linfomi Primitivi del Mediastino).
Variante a deplezione linfocitaria (istologia)

In un contesto di fibrosi le cellule atipiche sono molto più visibili, un po’ coesive, con un aspetto quasi sarcomatoide: nella letteratura più vecchia si trovano nomenclature come sarcoma istiocitico, linfosarcoma o sarcoma di Hodgkin.
🔗 Collegamenti
- Linfoma di Hodgkin (Generalità ed Epidemiologia) — 📋 forma classica (95%)
- Cellule Neoplastiche del Linfoma di Hodgkin — 🔬 Reed-Sternberg, Hodgkin, lacunari
- Patogenesi del Linfoma di Hodgkin Classico — ⬆️ PD-L1 e anelli di linfociti T
- Linfoma di Hodgkin a Predominanza Linfocitaria Nodulare — 🔄 fenotipo opposto (CD20+, CD30−, CD15−)
- Linfomi Primitivi del Mediastino — 🔄 diagnosi differenziale mediastinica
- Linfoma a Grandi Cellule Anaplastiche (ALCL) — 🔄 anche CD30+
- Sindrome di Richter — ⬆️ possibile trasformazione della CLL