Nevo (Definizione e Classificazione)
Il termine “nevo” deriva dal latino e indica qualunque lesione circoscritta cutanea, di origine malformativa congenita o acquisita, determinata dalla proliferazione di un qualunque elemento cellulare della cute — derma o epidermide — quindi melanociti, cheratinociti, fibroblasti o componenti vascolari. In questa accezione si parlava di nevo epidermico per una proliferazione dell’epidermide del cuoio capelluto su base congenita, e di nevo flammeo in presenza di strutture vascolari, una sorta di angioma.
Oggi con “nevo” si intende una proliferazione melanocitaria benigna, acquisita (legata a una proliferazione neoplastica) o congenita. Si può specificare parlando di nevo melanocitario o melanocitico se costituito da melanociti, o nevocellulare se ha caratteristiche di Cellula Nevica. In inglese è chiamato mole.
Alla nascita sono presenti 50-70 lesioni neviche: molte, con la migrazione, tendono ad attenuarsi dopo la pubertà e scompaiono, mentre altre restano immodificate per tutta la vita.
Micrografia di nevo melanocitico intradermico. Fonte: Wikimedia Commons (Mikael Häggström , M.D. Author info - Reusing images - Confl, CC0).
Classificazione
- Nevi acquisiti — compaiono dai 20 anni, per motivi in buona parte sfuggenti: fattori individuali ed esposizione al sole (mutazioni di BRAF). Sono lesioni dinamiche.
- Nevo Giunzionale
- Nevo Composto
- Nevo Intradermico
- varianti meno comuni: nevo alonato, nevo di Ota
- Nevi congeniti — fanno parte di malformazioni dell’embriogenesi o dell’organogenesi, classificati per dimensione: vedi Nevi Congeniti.
Fra le lesioni melanocitarie benigne rientrano inoltre Lentigo Simplex, Nevo di Spitz, Nevo Blu e Nevo Displastico.
🔗 Collegamenti
- Cellula Nevica — ⬆️ cellula che lo costituisce
- Trattamento dei Nevi — 💊 gestione
- Regola ABCDE — 🔬 criteri di sospetto
- Melanoma (Generalità, Epidemiologia e Fattori di Rischio) — 🔄 controparte maligna