Sindromi Mielodisplastiche

Disordini clonali dell’ematopoiesi caratterizzati da ematopoiesi inefficace, che si presentano clinicamente con una o più citopenie.

Sindrome mielodisplastica correlata a terapia: striscio di sangue con neutrofilo ipogranulare a nucleo pseudo-Pelger-Huët. Fonte: Wikimedia Commons (The Armed Forces Institute of Pathology (AFIP), Public domain).

Ruolo della biopsia osteomidollare

Secondo un consensus del 2013 pubblicato su Blood, integrato nella classificazione attuale, la biopsia osteomidollare è una delle determinazioni obbligatorie nella valutazione dei pazienti con mielodisplasia: dà informazioni su precursori, cellularità e fibrosi (indicatore prognostico negativo, per la minore possibilità di attecchimento del trapianto di midollo) (vedi Valutazione della Fibrosi Midollare). Si integra con aspirato, striscio midollare e analisi citogenetica.

Caratteristiche cliniche

  • Tipiche dell’età avanzata (età media 70 anni).
  • Possono essere precedute da anomalie genetiche acquisite senza manifestazioni cliniche (emopoiesi clonale di significato incerto), che poi evolvono verso l’emopoiesi inefficace.
  • La maggior parte dei pazienti ha sintomi da citopenia; l’organomegalia è rara.

Diagnosi citoistologica

Definite dalla presenza di anomalie morfologiche in una o più linee cellulari (displasia). Si aggiungono la quota di blasti (ben visibili sullo striscio), la presenza di sideroblasti ad anello e la fibrosi.

Parametri valutati nello schema WHO:

  • Displasia di una o più linee.
  • Percentuale di blasti nel midollo (immunoistochimica con CD34 o morfologia sullo striscio):
    • ≥ 5%: soglia più importante → mielodisplasia con eccesso di blasti tipo 1;
    • > 10% → eccesso di blasti tipo 2;
    • > 20% → Leucemia Mieloide Acuta. Una mielodisplasia a basso rischio può progredire negli anni fino alla leucemia mieloide acuta.
  • Sideroblasti ad anello: precursori eritroidi con accumuli di granuli di ferro nei mitocondri, identificati con la colorazione di Perls; definiscono un gruppo specifico di mielodisplasie.

Nella classificazione ufficiale esiste inoltre la mielodisplasia con delezione isolata del 5q, l’unica con un’anomalia molecolare definente.

⚠️ La sbobina definisce quella di Perls una colorazione “immunoistochimica”: è una colorazione istochimica per il ferro.

Citogenetica e genetica

  • Ai criteri classici (morfologia, immunoistochimica) i sistemi classificativi e soprattutto prognostici più aggiornati aggiungono dati clinici e anomalie cariotipiche ricorrenti, ben visibili con il cariotipo sull’aspirato, per definire gruppi di rischio.
  • Mutazioni ricorrenti (nuova frontiera, non ancora nelle classificazioni): per lo più non identificano la malattia ma sono predisponenti o favorenti, spesso molto precoci, e si trovano anche in individui senza anomalie di laboratorio (emopoiesi clonale a significato incerto).
    • TP53: predice scarsa risposta alle terapie (es. azacitidina), maggior rischio di recidiva post-trapianto ed elevato rischio di progressione leucemica.
    • SF3B1: l’unica attualmente associata al sottotipo con sideroblasti ad anello. Mutazione e sideroblasti ad anello possono trovarsi sia in contesti mielodisplastici sia mieloproliferativi.

In pratica l’inquadramento integra dati clinico-laboratoristici, morfologici, immunofenotipici, stromali (fibrosi), citogenetici (talvolta diagnostici, nella maggioranza dei casi prognostici) e genetici.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Non è necessario ricordare le anomalie citogenetiche specifiche: basta sapere che esistono anomalie ricorrenti con impatto clinico molto rilevante, che definiscono gruppi di rischio diversi.

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