Organizzazione del Midollo Osseo Normale
Cellularità
- In un midollo con cellularità abbondante il tessuto ematopoietico degli spazi intertrabecolari rappresenta circa l’80-90% (molta ematossilina); il resto è stroma adiposo.
- La cellularità emopoietica ha il massimo alla nascita e si riduce con l’età: grossolanamente, cellularità attesa = 100 − età. Oltre i 70 anni la cellularità normale è intorno al 20-30% e poi resta stabile.
- Ipercellularità: tratto tipico di neoplasie mieloproliferative e mielodisplasie.
- Ipocellularità: tipica dell’anemia aplastica.
Topografia dei precursori
All’interno delle trabecole dell’osso spugnoso si trovano i precursori della linea mieloide (granulociti e monociti), eritroide (emazie) e megacariocitaria (piastrine).
- Precursori mieloidi: classicamente a ridosso della trabecola o in sede perivascolare. Nella maturazione normale i precursori più immaturi stanno vicino alla trabecola, mentre verso il centro prevalgono le cellule segmentate (granulociti polimorfonucleati). La disposizione va valutata: nei processi patologici i precursori si trovano lontano da vasi e trabecole, oppure si espandono in multistrati verso il centro.

- Precursori eritroidi: lontani da trabecole e vasi, in piccole colonie al centro dello stroma ematopoietico, con cellule di varie dimensioni (i più immaturi sono voluminosi con nuclei blastomorfi, che si compattano fino a scomparire).
- Megacariociti: sparsi e distanziati, molto meno numerosi degli altri precursori (talvolta solo 2-3 per campo a grande ingrandimento). Nucleo grande e polilobato: sono cellule poliploidi che dopo la mitosi non completano la carioressi e mantengono più corredi cromosomici. La loro morfologia si valuta all’istologia, non all’aspirato.
- Plasmacellule: popolazione residente (reservoir), circa il 2% delle cellule midollari; intorno ai vasi, in stato quiescente, in piccoli gruppi. Per questo il mieloma interessa essenzialmente le ossa.
- Linfociti: molto pochi nel midollo normale, talvolta in aggregati; aumentano in quadri infiammatori o neoplastici.
Blasti (precursori emopoietici)
- I due termini si possono usare come sinonimi; dovendo scegliere è meglio “blasto”. Il blasto indica una cellula immatura che deve ancora differenziarsi.
- In ambito linfoide il blasto propriamente detto è il linfoblasto TdT+; per affinità morfologica il termine si applica anche alle cellule attivate del centro germinativo (centroblasti) o della paracorticale (immunoblasti).
- In ambito mieloide “blasto” richiama una cellularità in contesto neoplastico, mentre “precursore immaturo” fa pensare al normale precursore di un midollo non clonale.
- Nel midollo normale i blasti sono 1-3% della cellularità: vicino all’1% in un midollo quiescente, vicino al 3% in un midollo che reagisce a citopenie periferiche non clonali (es. autoimmuni).
- Si valutano perfettamente in citologia; in istologia si vedono peggio e, se in numero normale, sono difficili da riconoscere. Aiuta l’immunoistochimica con CD34, quasi sempre presente sui blasti.
🔗 Collegamenti
- Biopsia Osteomidollare e Aspirato Midollare — 🔬 metodiche di valutazione
- Sindromi Mielodisplastiche — ⬇️ blasti ≥ 5% e displasia
- Leucemia Mieloide Acuta — ⬇️ blasti > 20%
- Neoplasie Mieloproliferative Philadelphia-Negative (PV, TE, MFP) — ⬇️ alterazioni dei megacariociti
- Neoplasie Plasmacellulari (Classificazione, Plasmacitoma e Disordini da Deposizione) — 🔗 plasmacellule residenti
- Leucemia e Linfoma Linfoblastico B — 🔗 linfoblasti TdT+