Acebutololo
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Beta-bloccanti, citata fra gli
Antiaritmici di Classe 2 (Beta-bloccanti). Il meccanismo di classe sta nelle note madri: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-12.
Classe: β-bloccante cardioselettivo (β1) con attività simpaticomimetica intrinseca (ISA) e attività stabilizzante di membrana · ATC: C07AB04 · Nomi commerciali: Prent, Sectral · PubChem CID 1978
Perché questa molecola
È l’unico β-bloccante che combina cardioselettività e ISA. Gli altri due assi della classe di solito si escludono: il pindololo ha ISA ma non è selettivo, il metoprololo e il bisoprololo sono selettivi ma agonisti parziali non lo sono. L’acebutololo li tiene insieme, ed è per questo che nella classificazione dei β-bloccanti occupa una casella tutta sua.
Cosa comporta l’ISA: il farmaco è un agonista parziale, quindi occupa il recettore β1 e ne mantiene una stimolazione basale minima. Ne consegue che a riposo la frequenza cardiaca scende poco e il blocco si manifesta quando il tono simpatico sale (sforzo, stress) — cioè quando serve. In cambio, però, l’ISA annulla proprio quel blocco di fondo continuo che rende i β-bloccanti utili nel post-infarto e nello scompenso: per questo l’acebutololo non è fra i β-bloccanti con beneficio dimostrato sulla mortalità.
Il terzo delta è metabolico: la molecola viene acetilata a diacetololo, un metabolita attivo, più cardioselettivo del genitore, con emivita più lunga (8–13 ore) ed eliminazione renale. È il metabolita — non il farmaco — a sostenere l’effetto per l’intera giornata, e a rendere il rene il determinante della dose.
Struttura
Struttura 2D di acebutolol (PubChem CID 1978). Formula C₁₈H₂₈N₂O₄, PM 336,4 g/mol.
Arilossi-propanolammina (il farmacoforo β-bloccante) con un gruppo butirrammidico sull’anello: è l’ammide aromatica che viene idrolizzata e riacetilata a diacetololo, e — come per la procainamide — è il motivo strutturale associato all’induzione di autoanticorpi.
Farmacodinamica
Catena d’azione: acebutololo → antagonismo parziale del recettore β1 cardiaco → ↓ cAMP → effetti crono-, dromo-, ino- e batmotropo negativi, ma con un tono agonista residuo che limita la bradicardia a riposo → nell’aritmia: ↓ automatismo del nodo senoatriale e ↓ conduzione AV → controllo della risposta ventricolare e soppressione delle extrasistoli.
flowchart TD AC[Acebutololo] --> B1[Antagonismo parziale beta-1<br/>cardioselettivo] B1 --> ISA[Attivita' simpaticomimetica intrinseca:<br/>stimolazione basale residua] ISA --> RIPOSO[A riposo: frequenza poco ridotta<br/>meno bradicardia, meno effetti metabolici] B1 --> SFORZO[Sotto tono simpatico elevato:<br/>blocco pieno] SFORZO --> ANTI[Effetto antiaritmico e antipertensivo] SFORZO --> AVN[Rallentamento nodo SA e AV] AC --> ACET[Acetilazione epatica] ACET --> DIA[Diacetololo - metabolita attivo<br/>emivita 8-13 h, piu' beta-1 selettivo] DIA --> REN[Eliminazione renale] REN --> IR[Insufficienza renale: accumulo<br/>ridurre la dose]
Farmacocinetica
- Biodisponibilità: ~40% (primo passaggio epatico significativo); l’assorbimento è quasi completo.
- Lipofilia: bassa — scarsa penetrazione nel SNC, quindi meno incubi e disturbi del sonno rispetto ai β-bloccanti lipofili come il propranololo.
- Legame proteico: basso (~25%).
- Metabolismo: epatico, per idrolisi e acetilazione → diacetololo, metabolita attivo che raggiunge concentrazioni plasmatiche superiori a quelle del farmaco genitore.
- Emivita: acebutololo ~3–4 ore; diacetololo ~8–13 ore → la durata d’azione utile è quella del metabolita, e consente 1–2 somministrazioni al giorno.
- Eliminazione: biliare/intestinale per il genitore, renale per il diacetololo → accumula nell’insufficienza renale e nell’anziano.
Posologia e monitoraggio
Via orale, in 1–2 somministrazioni giornaliere, con titolazione progressiva. Monitoraggio di frequenza cardiaca, pressione arteriosa ed ECG; nell’insufficienza renale si riduce la dose in funzione della clearance della creatinina (fino a dimezzarla o più). Nel trattamento protratto è ragionevole controllare gli ANA se compaiono artralgie o sierositi.
⚠️ Mai sospendere bruscamente: come tutti i β-bloccanti, la sospensione improvvisa dà rebound adrenergico (tachicardia, crisi ipertensive, angina, infarto). Si scala nell’arco di 1–2 settimane.
Tossicità
- Sindrome simil-lupus con positività degli ANA — l’effetto avverso più caratteristico di questo β-bloccante, condiviso non a caso con la procainamide: entrambi portano un’arilammide acetilabile. Reversibile alla sospensione.
- Bradicardia e blocco AV — meno marcati che con i β-bloccanti privi di ISA, ma presenti.
- Broncospasmo — il rischio è ridotto dalla cardioselettività, non abolito: alle dosi alte la selettività si perde.
- Affaticabilità, vertigini, disturbi gastrointestinali; estremità fredde.
- Mascheramento dei sintomi adrenergici dell’ipoglicemia nel diabetico in insulina (la sudorazione resta).
- Peggioramento dello scompenso se introdotto in un ventricolo instabile.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: bradicardia grave, blocco AV di 2°–3° grado senza pacemaker, sindrome del nodo malato, shock cardiogeno, scompenso cardiaco non compensato, asma bronchiale grave, ipotensione severa, acidosi metabolica, feocromocitoma non pretrattato con un α-bloccante.
- Gruppi speciali: ridurre la dose nell’insufficienza renale (accumulo di diacetololo) e nell’anziano; passa nel latte materno; in gravidanza si preferiscono altri β-bloccanti con maggiore esperienza d’uso.
- Interazioni rilevanti: verapamil e diltiazem (bradicardia, blocco AV, asistolia — l’associazione da temere); altri antiaritmici e antipertensivi centrali (clonidina: attenzione al rebound se si sospende la clonidina prima del β-bloccante); FANS, che ne riducono l’effetto antipertensivo; insulina e ipoglicemizzanti orali (mascheramento dell’ipoglicemia).
- Antidoto: glucagone nel sovradosaggio (bypassa il recettore β e stimola l’adenilato ciclasi), atropina per la bradicardia, calcio e alte dosi di insulina con glucosio nei casi refrattari; il diacetololo è dializzabile.
Posto in terapia
Ipertensione arteriosa, angina stabile e — l’indicazione che lo porta in questo cluster — aritmie, in particolare le extrasistoli ventricolari e le tachiaritmie sopraventricolari, dove agisce come antiaritmico di classe 2. È un β-bloccante di seconda scelta rispetto a bisoprololo, metoprololo e nebivololo nelle indicazioni prognostiche (post-infarto, scompenso), proprio perché l’ISA gli toglie il blocco continuo che in quei contesti è l’effetto terapeutico. Ha invece un profilo favorevole nel paziente in cui si vuole evitare la bradicardia marcata a riposo o il peggioramento del quadro lipidico.
🔗 Compare in
- Antiaritmici di Classe 2 (Beta-bloccanti) — la nota di classe: il β1-selettivo con ISA fra gli antiaritmici.
- Beta-bloccanti — la nota di classe generale: cardioselettività e attività simpaticomimetica intrinseca.
- Pindololo — l’altro β-bloccante con ISA, ma non selettivo.
- Procainamide — l’altro farmaco del cluster che induce sindrome simil-lupus, per lo stesso motivo strutturale.
Fonti: PubChem CID 1978 (struttura, formula, ATC C07AB04); DailyMed SPL Acebutolol Hydrochloride ed EMA/AIFA SmPC per farmacocinetica del diacetololo, posologia, controindicazioni e interazioni; sbobina 23 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-12.