Dolore Infiammatorio

Prima forma di dolore patologico secondo Clifford Woolf. Va distinto in acuto e cronico.

Dolore infiammatorio acuto

È patologico ma conserva un significato finalistico: il sistema nocicettivo sta segnalando che qualcosa non va (es. un’appendicite indica con il dolore che in fossa iliaca destra c’è un problema). Mantiene quindi una valenza protettiva, pur presentando già una violazione importante.

Esempio: la volpe che si ferisce la zampa in una tappola ha infiammazione acuta (rubor, tumor, dolor, calor, functio laesa); il dolor la costringe a fermarsi, evitando che si infetti e muoia di sepsi. È adattativo come il dolore fisiologico: risolta l’infiammazione, si risolve anche il dolore.

Violazione caratteristica: abbassa la soglia del dolore (vedi Sensibilizzazione Periferica), così che anche uno stimolo normalmente innocuo può diventare doloroso.

Gli agenti sensibilizzanti prodotti dall’infiltrato infiammatorio agiscono sui propri recettori del terminale nocicettivo e attivano PKC e PKA; la fosforilazione dei trasduttori e del canale del sodio voltaggio-dipendente fa sì che lo stesso stimolo meccanico, chimico o termico generi un potenziale generatore maggiore e raggiunga più facilmente la soglia. Il dettaglio molecolare è in Sensibilizzazione Periferica.

Dolore infiammatorio cronico

Indica che qualcosa è andato storto: o la patologia non si è risolta (persiste l’infiammazione e quindi il dolore), oppure la risoluzione dell’infiammazione (processo attivo, con produzione di molecole che riportano il sistema immunitario alla normalità) è fallita. Per questo l’uso eccessivo di FANS può essere controproducente: spegnere troppo l’infiammazione (es. una febbre leggera, soprattutto nei bambini) può far durare di più la patologia (FANS nelle Infezioni e Rischio nella Risoluzione).

Come si tratta: è l’unica categoria di Woolf in cui i FANS sono realmente indicati, perché il bersaglio — prostaglandine e citochine — è quello che li rende efficaci; il ventaglio di molecole e il criterio con cui si sceglie fra loro sono in Sensibilizzazione Periferica e in Classificazione dei FANS. Nelle forme croniche in cui la componente immunitaria domina si sale ai glucocorticoidi.

Esempio clinico: il 15-20% delle protesi di ginocchio resta una protesi dolorosa. Pur essendo l’esito meccanico perfetto, il paziente ha ancora dolore, perché le sue vie nocicettive — in particolare il midollo spinale — si sono modificate. Se il midollo si modifica in modo irreversibile, diventa irreversibile anche il dolore. Il dolore infiammatorio cronico è quindi francamente patologico.

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