Fexofenadina
Scheda-farmaco — molecola della classe Antistaminici Anti-H1 di Terza Generazione. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.
Classe: antagonista H1 di terza generazione, metabolita carbossilato della terfenadina · ATC: R06AX26 · Nomi commerciali (IT): Telfast, Fexallegra · PubChem CID 3348
Perché questa molecola
È la ragione per cui la terza generazione esiste. La terfenadina fu ritirata perché la molecola-madre bloccava il canale hERG e uccideva quando il CYP3A4 veniva inibito; la fexofenadina è il suo metabolita carbossilato, cioè esattamente ciò che circolava nei pazienti quando il metabolismo funzionava. Commercializzarla al posto della madre ha risolto il problema alla radice: stessa efficacia, nessun blocco di hERG, nessuna dipendenza dal CYP3A4.
Il secondo delta è che la sua farmacocinetica non è governata dal metabolismo — non ne ha — ma dai trasportatori. È substrato della glicoproteina P e degli OATP intestinali, e questo produce l’interazione più singolare della classe: i succhi di frutta (pompelmo, arancia, mela) inibiscono l’OATP1A2 nell’intestino e ne riducono l’assorbimento fino a circa il 60%. È il caso di scuola dell’interazione a livello di trasporto e non di metabolismo — l’esatto contrario di quanto accadeva alla terfenadina con lo stesso succo di pompelmo.
Il terzo: è la meno sedativa in assoluto degli anti-H1, perché al COOH si somma l’estrusione attiva dalla barriera ematoencefalica da parte della glicoproteina P.
Struttura
Struttura 2D della fexofenadina (PubChem CID 3348). Formula C₃₂H₃₉NO₄, PM 501,7 g/mol.
È la terfenadina in cui il terz-butile è stato ossidato ad acido carbossilico. La molecola è quindi uno zwitterione a pH fisiologico (COOH ionizzato + azoto piperidinico protonabile): abbastanza carica da non entrare nel poro di hERG e da non attraversare la barriera ematoencefalica per diffusione.
Farmacodinamica
Catena d’azione: fexofenadina → antagonismo H1 competitivo, esclusivamente periferico → ↓pomfo, eritema, rinorrea, prurito. Nessuna azione su hERG, nessuna azione muscarinica.
flowchart TD A["TERFENADINA (ritirata)"] -->|"ossidazione CYP3A4<br/>del terz-butile"| B["FEXOFENADINA"] B --> C["zwitterione a pH 7,4"] C --> D["non entra nel poro di hERG<br/>→ NESSUNA cardiotossicità"] C --> E["non attraversa la BEE<br/>+ estrusa dalla glicoproteina P"] E --> F["la MENO sedativa della categoria"] B --> G["antagonismo H1 periferico"] G --> H["↓ pomfo, eritema, rinorrea, prurito"] B --> I["assorbimento via OATP1A2 intestinale"] I -->|"succhi di frutta = inibitori OATP"| J["⚠️ ↓ assorbimento fino a ~60%"] I -->|"antiacidi Al/Mg = chelazione"| K["⚠️ ↓ assorbimento"]
Farmacocinetica
- Biodisponibilità: ~30%; Tmax 1–3 ore. Il cibo grasso la riduce modestamente, i succhi di frutta molto.
- Profarmaco: no — è essa stessa il metabolita attivo terminale.
- Metabolismo: trascurabile (< 5%): non richiede CYP, quindi non risente né degli induttori né degli inibitori.
- Emivita: ~14 ore → monosomministrazione giornaliera (o 2/die alle dosi per orticaria).
- Eliminazione: ~80% fecale/biliare, ~10% urinaria, in entrambi i casi immodificata. Attenzione: qui l’eliminazione prevalente è biliare, non renale come nel resto della categoria.
Posologia e monitoraggio
Rinite allergica: 120 mg una volta al giorno. Orticaria cronica: 180 mg una volta al giorno. Da assumere con acqua — non con succhi di frutta — e distanziata di almeno 2 ore dagli antiacidi contenenti alluminio o magnesio. Nessun monitoraggio.
Tossicità
- Fra i farmaci meglio tollerati della materia: cefalea, nausea, capogiro, tutti a frequenza sovrapponibile al placebo.
- Sedazione praticamente assente anche a dosi molto superiori a quelle terapeutiche — è il farmaco che ha permesso di dimostrare che la sedazione degli anti-H1 non è un effetto di classe.
- Nessun effetto sul QT, neppure in associazione a eritromicina o ketoconazolo.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità nota. Nessuna controindicazione cardiologica.
- Gruppi speciali: insufficienza renale → ridurre a 60 mg/die (l’eliminazione biliare compensa solo in parte); insufficienza epatica → nessun aggiustamento necessario, ed è la sua nicchia; gravidanza → dati più limitati che per cetirizina e loratadina, che restano preferite.
- Interazioni rilevanti: succhi di frutta (↓ assorbimento, via OATP); antiacidi Al/Mg (chelazione); inibitori della glicoproteina P come eritromicina, claritromicina e itraconazolo ne aumentano l’esposizione di 2–3 volte — senza conseguenze cliniche, ed è precisamente questo il punto che la distingue dalla terfenadina.
- Antidoto: non pertinente; scarsamente dializzabile.
Posto in terapia
Prima linea nella rinite allergica stagionale e nell’orticaria cronica, ed è l’anti-H1 di scelta quando serve la massima assenza di sedazione — piloti, autisti professionali, chi opera macchinari — o quando c’è insufficienza epatica. Il prezzo da pagare è un’assunzione più vincolata: lontano dai succhi di frutta e dagli antiacidi.
🔗 Compare in
- Antistaminici Anti-H1 di Terza Generazione — il metabolita che ha sostituito la molecola-madre ritirata.
- Terfenadina — il profarmaco di fatto da cui deriva.
Fonti: PubChem CID 3348 (struttura, formula, ATC R06AX26); DailyMed SPL fexofenadine hydrochloride (posologia, PK, interazioni con succhi di frutta e antiacidi, aggiustamento renale); sbobina 40 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.