Ramipril
Scheda-farmaco — singola molecola della classe ACE-inibitori. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-04.
Classe: ACE-inibitore, profarmaco esterificato · ATC: C09AA05 · Nomi commerciali (IT): Triatec, Unipril, Quark · PubChem CID 5362129
Perché questa molecola
È l’ACE-inibitore di riferimento della classe: il docente lo indica come il più vantaggioso per efficacia e durata. Il suo metabolita attivo ha l’emivita più lunga del gruppo (fino a ~17 h), il che consente la monosomministrazione giornaliera — decisiva nell’iperteso cronico, dove l’aderenza è il vero fattore limitante. È anche l’unico della classe di cui il docente segnala che il cibo ne riduce l’assorbimento.
Struttura
Struttura 2D del ramipril (PubChem CID 5362129). Formula C₂₃H₃₂N₂O₅, PM 416,5 g/mol.
Farmacodinamica
Catena d’azione: ramipril → (esterasi epatiche) → ramiprilat → inibisce l’ACE → ↓ angiotensina II + ↑ bradichinina → vasodilatazione e ↓ aldosterone → ↓ pressione, ↓ pre- e post-carico.
flowchart TD A["ramipril (profarmaco inattivo)"] -->|esterasi epatiche| B["ramiprilat (attivo)"] B -->|inibisce| C["ACE"] C --> D["↓ angiotensina II"] C --> E["↑ bradichinina (non degradata)"] D --> F["↓ aldosterone → ↓ ritenzione Na⁺ e H₂O"] D --> G["vasodilatazione arteriosa"] E --> H["↑ prostaglandine e NO"] E --> I["tosse secca (effetto avverso)"] H --> G F --> L["↓ pre-carico"] G --> M["↓ post-carico"] L --> N["↓ lavoro cardiaco, ↓ ipertrofia"] M --> N
Il livello meccanicistico completo (effetti diretti, indiretti e cardioprotezione) sta in ACE-inibitori.
Farmacocinetica
- Biodisponibilità: 50–60%; il cibo ne rallenta e riduce l’assorbimento (unico della classe, per il docente) → assumerlo lontano dai pasti o comunque sempre allo stesso modo.
- Profarmaco: sì → idrolisi epatica a ramiprilat, ~6 volte più potente.
- Emivita: quella del metabolita attivo è lunga, fino a ~17 h (cinetica di eliminazione terminale ancora più protratta per il legame all’ACE tissutale) → 1 somministrazione/die.
- Onset/durata: effetto ipotensivo entro ~1 h, picco 3–7 h, durata ~24 h. Il picco volutamente tardivo evita cadute pressorie brusche.
- Eliminazione: prevalentemente renale (~60%), quota biliare/fecale minore.
Posologia e monitoraggio
Orale, 1 volta/die (2,5–10 mg; si parte bassi e si titola). Aggiustamento renale precoce: già sotto 40 mL/min di clearance si scende al ~25% della dose iniziale — la soglia più conservativa della classe. Da controllare dopo 1–2 settimane dall’avvio e dopo ogni aumento di dose: creatinina/eGFR e potassiemia.
Tossicità
Il profilo è quello di classe: tosse secca (~20%, più nelle donne, da accumulo di bradichinina — se invalidante si passa a un sartano), iperpotassiemia potenzialmente pro-aritmogena, ipotensione da errore di dose, edema angioneurotico raro ma potenzialmente letale (labbra, lingua, glottide). Più rari: neutropenia, alterazione del gusto, tossicità epatica.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: gravidanza (per il docente: mai, in qualunque trimestre — teratogeno su rene e cranio fetali nel 2°–3°); angioedema pregresso da ACE-inibitori; stenosi bilaterale dell’arteria renale.
- Gruppi speciali: insufficienza renale → dose dimezzata/ridotta secondo clearance (vedi sopra); anziano → titolare lentamente per il rischio ipotensivo; allattamento sconsigliato.
- Interazioni rilevanti:
- FANS → riducono l’effetto antipertensivo e, in associazione a diuretico, possono precipitare l’insufficienza renale acuta (triplice whammy).
- Diuretici risparmiatori di potassio e salt substitutes (KCl al posto di NaCl) → iperpotassiemia.
- Litio → ne aumenta la litiemia e il rischio di tossicità.
- Sacubitril/valsartan → controindicata l’associazione (angioedema): servono almeno 36 h di sospensione.
- Antiacidi → riducono la biodisponibilità.
- Sindrome da furto: in presenza di stenosi arteriosa parziale la vasodilatazione del distretto sano sottrae sangue a quello stenotico → ischemia (tipico nella stenosi dell’arteria renale aterosclerotica).
Posto in terapia
Prima linea nell’ipertensione arteriosa, nello scompenso cardiaco e nella nefropatia diabetica/proteinurica; ampiamente usato in prevenzione cardiovascolare dopo evento ischemico. Risponde ~50% dei pazienti in monoterapia, fino a ~90% associando un diuretico. In commercio in Italia, largamente prescritto.
🔗 Compare in
- ACE-inibitori — il più usato della classe, riferimento per efficacia e durata.
Fonti: PubChem CID 5362129 (struttura, formula, ATC C09AA05); EMA SmPC e DailyMed SPL per posologia, controindicazioni e interazioni. Consultate il 2026-08-04.