Chirurgia dell’Epilessia
Principio
La terapia dell’epilessia può essere anche chirurgica, ma riguarda una minoranza di pazienti: bisogna saper riconoscere e isolare il focolaio epilettogeno per poi disconnetterlo o resecarlo.
Confronto tra lobectomia temporale anteriore e amigdaloippocampectomia selettiva. Fonte: Spencer D., Burchiel K., Epilepsy Res Treat 2012 (PMC3420672, CC BY).
Indicazioni (chirurgia resettiva)
Perché l’intervento abbia significato terapeutico servono:
- riconoscimento del focolaio epilettogeno;
- certezza di non causare danni neurologici permanenti o gravi;
- epilessia mal controllata o non controllata dalla terapia farmacologica (vedi Farmaci Antiepilettici).
Limiti: aree eloquenti
Se il focolaio è in un’area eloquente (aree del linguaggio, corteccia motoria primaria, cortecce somatosensitive primarie) non si può intervenire efficacemente senza causare danni neurologici molto gravi (vedi Regioni Eloquenti). Se invece il focolaio è in un polo temporale, con le dovute cautele si può resecare senza deficit rilevanti (vedi Epilessie Lobari (Temporale e Frontale)).
Interventi palliativi
- Riservati generalmente a bambini con forme gravissime di epilessia sintomatica (Sindrome di West, Sindrome di Lennox-Gastaut).
- Consistono nel disconnettere aree cerebrali, ad esempio tagliando il corpo calloso per separare gli emisferi e prevenire la generalizzazione della crisi.
- Hanno effetti collaterali molto rilevanti, ma in questi casi il beneficio del controllo delle crisi supera il danno dell’intervento.
🔗 Collegamenti
- Farmaci Antiepilettici — 🔄 alternativa nella farmacoresistenza
- Regioni Eloquenti — 🔗 limite all’intervento
- Epilessie Lobari (Temporale e Frontale) — 💊 resezione temporale
- Sindrome di West — 💊 chirurgia palliativa
- Sindrome di Lennox-Gastaut — 💊 chirurgia palliativa
- Classificazione delle Crisi Epilettiche — 🔗 generalizzazione tramite corpo calloso
- Chirurgia dei Gliomi e Mappaggio Funzionale — 🔗 preservazione delle aree funzionali