Terapia dell’Osteoporosi

Chi trattare

Un tempo la terapia era solo la vitamina D; oggi comprende anche gli anticorpi monoclonali. Le linee guida sono diverse, ma la scelta di trattare dipende da una combinazione di fattori di rischio per frattura (es. demenza o cecità) e T-score (Densitometria Ossea (MOC) e T-score). Il fattore di rischio più importante è l’età.

Trattamento comportamentale (iniziale)

  • Esercizio fisico regolare e in carico, che stimola il metabolismo osseo.
  • Evitare fumo e alcol.
  • Assumere calcio e vitamina D con la dieta.

Trattamento farmacologico

  1. Calcio e vitamina D: le dosi dipendono dall’età. Assunti insieme hanno un effetto sinergico e riducono molto il rischio di frattura. Quasi tutti i pazienti con osteoporosi fanno integrazione (il prodotto più noto è il DIBASE).
  2. Bifosfonati: inibiscono gli osteoclasti; riduzione del rischio di frattura del 35-40%.

Le terapie seguenti richiedono più attenzione e sono prescritte con piano terapeutico (solo dallo specialista):

  1. SERM (modulatori selettivi del recettore degli estrogeni): la sbobina riporta che aumentano l’attività degli osteoblasti. Esempio: raloxifene, che riduce il rischio di frattura della colonna ma non del femore né, in generale, degli arti.
  2. Teriparatide: stimola la formazione ossea attraverso gli osteoblasti.
  3. Denosumab: anticorpo monoclonale anti-RANKL. Ha indicazioni molto ristrette, è controindicato nell’ipocalcemia e aumenta anch’esso il rischio di osteonecrosi della mandibola.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Le fratture su osso patologico non si trattano di norma con bifosfonati insieme ai mezzi di sintesi (vedi Frattura Patologica).

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