Colony Stimulating Factors (CSF)
Glicoproteine prodotte nel sito infiammatorio (da macrofagi, linfociti T, endotelio, fibroblasti) insieme alle citochine. Sono i segnali dell’ematopoiesi inducibile: raggiunto il midollo osseo, spingono le cellule staminali/progenitrici a proliferare e a differenziarsi verso la linea di cui c’è bisogno, per rimpiazzare rapidamente le cellule effettrici consumate nella flogosi. Alcuni hanno anche funzione chemiotattica, guidando le cellule neo-prodotte verso il sito infiammato.
Il loro nome deriva dalla capacità di far crescere colonie di un dato tipo cellulare a partire da un progenitore.
- G-CSF: stimola selettivamente la produzione e la maturazione dei neutrofili (è il principale responsabile della neutrofilia in corso di infezione batterica). L’analogo ricombinante (filgrastim) è usato in clinica contro la neutropenia da chemioterapia.
- GM-CSF: stimola la produzione di granulociti e monociti/macrofagi e attiva le cellule dendritiche (difesa contro i batteri, ponte con l’immunità adattativa).
- M-CSF (CSF-1): indirizza la linea monocito-macrofagica.
- Altre citochine ad azione emopoietica (es. IL-3, EPO, TPO) indirizzano la differenziazione verso eritrociti, piastrine o altre linee.
Ematopoiesi: i CSF agiscono sui progenitori midollari orientandone la differenziazione verso le linee miel[oide/linfoide]. Immagine: A. Rad & M. Häggström, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
🔗 Collegamenti
- Leucocitosi — ⬆️ guidano l’ematopoiesi inducibile verso linee specifiche
- Chemiotassi — 🔗 alcuni CSF richiamano le cellule neo-prodotte
- Manifestazioni Sistemiche dell’Infiammazione — 📋 effetto sistemico