Chemiotassi

Movimento del leucocita guidato da un gradiente chimico verso il sito dell’infiammazione, dopo essere uscito nell’interstizio con la Diapedesi.

Agenti chemiotattici

  • Esogeni: peptidi batterici formilati o mannosilati (fMLP, es. N-formilmetionina).
  • Lipidi (prodotti nella cascata dell’acido arachidonico): LTB4, PAF (fattore attivante le piastrine).
  • Proteine: C5a, C3a (complemento), IL-8, IL-5, M-CSF.
  • Chemochine: più selettive, reclutano cellule specifiche.
  • Istamina: reclutamento degli eosinofili.

Funzioni

  1. Guidare la direzione del leucocita: gli pseudopodi si formano verso il lato a concentrazione più alta di ligandi.
  2. Selezionare il tipo di cellula da reclutare → influenza la composizione dell’essudato.

Chemochine

Si distinguono in 4 classiC, CC, CXC, CX3C — in base alla distanza tra le cisteine iniziali. Le chemochine C formano un solo ponte disolfuro, tutte le altre ne possiedono due. Quando più chemochine legano uno stesso recettore, questo è definito misto.

Anche linfociti e cellule tumorali seguono segnali chemiotattici.

Meccanica della migrazione

L’attivazione dei recettori per le chemochine porta alla riorganizzazione del citoscheletro tramite GTPasi della famiglia Ras. I passaggi:

  1. Formazione di uno pseudopodo nella direzione del gradiente.
  2. Degradazione dei contatti posteriori.
  3. Contrazione e “spinta” del citoplasma in avanti.
  4. Ripetizione continua (movimento ameboide).

Il contatto con la matrice extracellulare è sempre mantenuto (adesione dinamica).

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